Franco Corbelli, Diritti Civili, “Il Pd ha deciso di non candidarmi perché ho difeso l’ex sindaco An di Corigliano, Pasqualina Straface”

07 gennaio 2013

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, non sarà inserito nelle liste del Pd, nel listino riservato a personalità della società civile, per aver difeso l’ex sindaco An di Corigliano Calabro(Cs), Pasqualina Straface, estromessa dalla carica per lo scioglimento del Consiglio comunale per condizionamento mafioso, nonostante la stessa Straface (giovane donna politica emergente nel panorama regionale) sia stata prosciolta da ogni accusa dalla stessa magistratura che l’aveva indagata. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha accolto la richiesta del circolo Pd di Corigliano Scalo che, in una lettera aperta al leader del partito Democratico e in una nota alla stampa calabrese, aveva chiesto di non accogliere la proposta della candidatura di Corbelli  sostenuta dal presidente della Provincia di Cosenza e leader del Pd in Calabria, Mario Oliverio, dall’on. Maria Grazia Laganà-Fortugno, dal presidente del Centro “Roberta Lanzino”, Franco Lanzino, da altre Associazioni, da una moltitudine di cittadini e dal quotidiano regionale calabrese Calabria Ora, che è sceso in campo ufficialmente.

Lo rende noto lo stesso Corbelli che si dice “profondamente stupito e amareggiato dalla decisione del Partito e di Bersani di non candidarlo per aver difeso la Straface”. Il leader di Diritti Civili ricorda di “essere, da 30 anni, dal caso Tortora, garantista con tutti e di aver difeso, in Calabria e in Italia, in tutti questi anni, insieme a centinaia di poveri cristi, sepolti vivi delle prigioni(molti di questi, gravemente malati, da Diritti Civili fatti scarcerare), decine di politici dei diversi schieramenti (anche del Pd, ex Pci, Pds, Ds, anche, in un clamoroso caso, della stessa città di Corigliano!) caduti in disgrazia e ingiustamente arrestati. Prendo atto che nonostante la mia storia trentennale fatta di grandi battaglie civili, garantiste, di giustizia, di legalità, di lotta contro la mafia (ricordo a questo proposito che per le mie coraggiose denunce sulla sanguinaria mafia degli appalti dell’Autostrada A3 sono stato pesantemente minacciato dalla ‘ndrangheta ed ho avuto assegnata, per un lungo periodo, la protezione dal ministero degli Interni), nonostante le importanti conquiste civili ottenute e le straordinarie campagne di solidarietà e umanitarie promosse in Calabria, in Italia e all’estero, Bersani e il Pd, contraddicendo in questo modo la loro storia garantista, non hanno inteso candidarmi perché ho difeso un ex sindaco di An, a tutt’oggi incensurato, che ho conosciuto (dopo le elezioni provinciali del 2004)sui banchi del consiglio provinciale di Cosenza, e con la quale ho, come collega consigliere provinciale, promosso e condiviso molte iniziative umanitarie. Continuerò naturalmente, come faccio da trent’anni, a combattere la mafia, a rappresentare la società civile, quella vera, della strada e dei luoghi della sofferenza, delle ingiustizie e dell’emarginazione, non quella finta dei salotti, e ad essere garantista. Con tutti. Anche con quelli del PD”.

Redazione