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La Calabria ultima regione in Italia per reddito pro - capite, 15.989 euro mentre per la Valle d'Aosta il reddito pro - capite è di 34.442 euro

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Ancora una volta il Rapporto Svimez 2014 conferma l'ultima posizione della Regione Calabria in termini di reddito pro - capite, anche se tale reddito è calcolato sull'economia dichiarata e non tiene conto dell'economia sommersa e dell'economia criminale, che, se fosse possibile conteggiare, farebbe schizzare molto più in alto i valori calabresi. Ma per quella che è l'economia legale nel 2013 "la regione più ricca è stata la Valle d'Aosta, con 34.442 euro, seguita dal Trentino Alto Adige (34.170), dalla Lombardia (33.055), l'Emilia Romagna (31.239 euro) e Lazio (29.379 euro)»; Nel Mezzogiorno «la regione con il Pil pro capite più elevato è stata l'Abruzzo (21.845 euro).

Confindustria, il consiglio direttivo di Cosenza adotta l'atto aggiuntivo al Protocollo di Legalità, sottoscritto da confindustria e Ministero dell'Interno

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Il Consiglio Direttivo di Confindustria Cosenza ha deliberato l'adozione dell'atto aggiuntivo al Protocollo di Legalità, sottoscritto da Confindustria e dal Ministero dell'Interno nel 2010, rinnovato di recente. Con l’Atto Aggiuntivo è stato messo a punto un nuovo meccanismo di semplificazione a supporto delle imprese che ha l'obiettivo di superare alcune criticità della nuova disciplina sulla documentazione antimafia sorte in seguito, tra l'altro, all'eliminazione del rilascio di certificati camerali con dicitura antimafia ed alla possibilità per i privati di rivolgersi alle Prefetture.

Istat: la fiducia delle imprese al top da agosto 2011

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La fiducia delle imprese a luglio segna un nuovo rialzo, secondo l'indagine dell'Istat, raggiungendo 90,9 punti dagli 88,2 di giugno. Un livello così alto non si registrato da agosto 2011. In particolare, l'indice aumenta per le imprese dei servizi di mercato, costruzioni e commercio ma è in lieve diminuzione le imprese manifatturiere. Per l'industria, la fiducia cala a 99,7 dal 99,9 di giugno. Migliorano le attese di produzione, ma peggiorano i giudizi sugli ordini e rimane stabile il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino.

La pressione fiscale ed il costo del denaro più alti al Sud che al Nord mentre la questione meridionale non interessa più nessuno

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Mentre le cifre che descrivono la crisi delle regioni meridionali sono spaventose e mentre per la questione meridionale nessuno spende più neanche una parola una recente ricerca dello Svimez, l'associazione per lo sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, conferma alcuni dati che aggravano ancor più la situazione esistente. Infatti per lo Svimez aumenta tra il 2010 e il 2012 la pressione del fisco locale nei territori più poveri (al Sud) mentre si riduce per quelli più ricchi (al Nord). Nel 2012, a fronte di un reddito di 29.477 euro pro capite, in media ogni cittadino veneto ha versato al proprio comune di residenza 532 euro, contro gli oltre 550 di un campano (che però ha un reddito di oltre 13mila euro più basso).

Casa: in 5 anni tasse raddoppiate e valore diminuito

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Negli ultimi 5 anni la tassazione sulla casa è quasi raddoppiata, mentre il valore economico delle abitazioni è mediamente sceso del 15%. Lo rileva la Cgia la quale, prendendo come riferimento i dati medi nazionali, evidenzia che in una casa di tipo civile (categoria catastale A2) tra il 2010 e il 2014 il valore di mercato è sceso del 15% (da quasi 200.000 a poco meno di 170.000 euro), mentre le imposte ordinarie (cioè le imposte che generalmente sono versate da tutti i proprietari, come i rifiuti e la Tasi) sono salite del 104% (da 300 a 611 euro). Pertanto, l'incidenza delle imposte sul valore della casa è passata dall'1,5 per mille al 3,6 per mille. Ciò vuol dire che l'incremento è stato del 140%.