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In Calabria istituzioni ostaggio della casta

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Quello che è accaduto nell’ultima seduta del Consiglio regionale ha dell’incredibile e del paradossale. Il Pd, che già ha fissato le sue primarie per il 21 settembre prossimo, si fa promotore di una modifica alla legge che regola le primarie istituzionali, riaprendone di fatto i termini in vista del voto per il rinnovo del Consiglio regionale. Tutti d’accordo, ovviamente, senza distinzioni di casacca. Cosa c’è dietro questa operazione? A questa domanda, se vorranno, potranno rispondere direttamente i protagonisti, dandone conto, per esempio, ai militanti del Pd che da qualche giorno sono impegnati nella campagna elettorale al fianco di Callipo o di Oliverio.

Noi vogliamo invece denunciare che in Calabria le istituzioni sono ostaggio di un ceto politico che pensa solamente a salvare se stesso, i propri privilegi, le proprie poltrone, a mestare nel torbido, ad allontanare quanto più possibile la data delle elezioni. Ecco, le elezioni. Perché ancora non si convocano? Forse l’ultima speranza è che il Governo le accorpi al turno ordinario della prossima primavera? E’ per questo che ancora in queste ore si sfornano nomine di sottogoverno come se le elezioni non fossero tra un paio di mesi?

Cosa pensano a tal proposito i candidati del Pd alle primarie? Ribadiamo il nostro convincimento: allo stato attuale delle cose, non si intravedono soluzioni capaci di mutare a breve il segno di politiche, metodi di governo e di gestione che l’hanno portata in un baratro dal quale è sempre più arduo risalire. A meno non entri con forza sulla scena una “diversa” proposta politica e di governo, dall’incontro di movimenti ed associazioni, singole personalità ed anche partiti o frazioni di partiti che in questi anni sono stati protagonisti di lotte coerenti contro il cancro del trasversalismo ed il malaffare nella nostra regione. Una sfida rivolta anche al Movimento 5 Stelle.

www.sinistraeuromediterranea.it

 

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