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Nicola Gratteri, Pm antimafia, al Nord la 'ndrangheta controlla il 5% dei voti, compravendita da 50 euro a voto

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07 gennaio 2013

Per il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, noto per le sue numerose inchieste sulla 'ndrangheta, nelle regioni settentrionali la criminalità calabrese controlla il 5% dei consensi. Numerose inchieste che hanno interessato la Lombardia, il Piemonte e la Liguria hanno dimostrato l'esistenza di un vero e proprio mercato del voto a pagamento con 50 euro a voto sborsato da alcuni candidati con la mediazione di esponenti criminali. Memorabile l'inchiesta che ha condotto all'arresto dell’assessore alla casa della regione Lombardia, Domenico Zambetti, che secondo la Procura di Milano avrebbe comprato pacchetti di preferenze dai clan calabresi. Numerosi anche i comuni del Nord sciolti per mafia. Per Nicola Gratteri la 'ndrangheta controlla con i suoi "locali" installati al Nord una cifra di consensi sufficiente per fare la differenza nella elezione di consiglieri provinciali e regionali.

Presupponendo la ragionevole cifra del 5% la criminalità controllerebbe 380mila preferenze in Lombardia e 180mila in Piemonte. “Che un candidato si rivolga - ha sostenuto il Pm milanese, Ilda Boccassini, in una conferenza stampa in merito all'inchiesta che ha coinvolto l'assessore Zambetti - alla criminalità organizzata come fosse una holding in grado di portare voti è un qualcosa di devastante per il principio stesso della democrazia”.

Redazione 

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