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Antonio Carovillano racconta la sua Africa in un convegno del PdCi, sabato 8 dicembre alle 17 nel salone di rappresentanza del Comune di Luzzi

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07 dicembre 2012

Una politica riversata su stessa, nel costante impegno a guardare solo il proprio ombelico, è quella che attualmente fa sfoggio di sé in ogni dibattito pubblico. L'importanza di tornare a discutere di questioni concrete ci conduce dunque non solo a voler abbandonare il terreno sterile degli scontri fini a se stessi, condotti in un gergo politichese lontano dalla gente, ma ci impone anche di tendere verso una dimensione più ampia rispetto a quella italiana, una dimensione in grado di valicare i confini nazionali, per comprendere che le condizioni socio-economiche di un paese come l'Africa riguardano, oggi più di ieri, un contesto geopolitico mondiale dal quale non ci si può sottrarre, se non ammettendo di soffrire di grave miopia e forte campanilismo. È dunque nella prospettiva di un concreto ritorno alla politica sana e di larghe vedute che si inserisce il convegno che il Partito dei Comunisti Italiani ha indetto per sabato 8 dicembre, alle ore 17 presso il salone di rappresentanza del comune di Luzzi.

Il convegno sarà interamente dedicato all'esperienza africana di Antonio Carovillano, medico e missionario laico della O.N.G. Medici in Africa, che sarà presente allo scopo di recare una testimonianza viva e partecipe delle condizioni in cui versa la popolazione africana e dell'aiuto concreto che si può offrire. Dall'aspetto economico a quello della comunicazione, fino al racconto attento e sentito di Carovillano, in merito alle vite spezzate in un'Africa ferita ma ancora viva, il dibattito ha lo scopo di mostrare quanto anche l'Italia, come del resto ognuno di noi, debba ritenersi coinvolta in queste tematiche, come parte attiva e consapevole. Si auspica dunque la partecipazione degli organi di stampa, delle televisioni locali e soprattutto di ogni cittadino che, ritenendosi interno a una comunità, quella umana, alquanto più ampia dei soli confini nazionali, desideri avere un contatto diretto con chi ha vissuto in Africa.

Redazione

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