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On. De Angelis, Pdl, liberalizzare vuol dire abolire l'Ordine dei giornalisti

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12 gennaio 2012

Nel silenzio generale sta per consumarsi una grande e palesa ingiustizia, quella di abolire l'ordine dei giornalisti pubblicisti, cioè coloro i quali, non avendo avuto la fortuna o la raccomandazione per essere assunti per 18 mesi per fare il praticantato non hanno avuto la possibilità di diventare giornalisti professionisti. Ed è l'unico ordine che presume prima l'assunzione e poi l'esame di Stato. E' come se un medico prima deve essere assunto in Ospedale e poi si iscrive alla Facoltà di medicina. Fra l'altro l'albo dei pubblicisti è l'albo dei giornalisti che non svolgono in modo esclusivo la professione di giornalisti.

Ed anche questo assunto è una follia, considerando che migliaia di ingegneri, architetti ed altri iscritti ad ordini professionali sono anche docenti nelle scuole e svolgono altre attività. E nell'assurdità più totale si vuole abolire l'ordine dei giornalisti pubblicisti e mantenere in vita l'ordine dei giornalisti professionisti, rendendolo una Casta ancora più potente. L'esatto contrario della liberalizzazione.

E di questo avviso è anche con grande sincerità il direttore de "Il secolo D'Italia" che è deputato del Pdl e giornalista professionista. “Per quanto riguarda l’abolizione del’albo dei pubblicisti, da giornalista professionista lo trovo un intervento manifesto perché va a colpire un albo che è già una sorta di anomalia rispetto all’Ordine e non intacca minimamente le regole durissime di accesso alla categoria che invece sono quelle che si potrebbero liberalizzare”.

“Se uno volesse veramente liberalizzare - prosegue il direttore del Secolo - andrebbe sciolto l’albo dei professionisti, non quello dei pubblicisti. Paradossalmente, dovremmo essere tutti equiparati ai pubblicisti piuttosto che il contrario. E’ la linea sindacale di preservare quelli che hanno già i diritti acquisiti e di impedire a coloro che li vorrebbero acquisire di acquisirli. In Francia, una situazione lavorativa che conosco, non esiste l’Ordine dei giornalisti, esiste la Carte de Presse che è legata ad un contratto con una qualsiasi testata giornalistica. Nel momento in cui si ha un contratto si ha un equivalente tesserino con tutto ciò che ne consegue pro tempore”.

Redazione

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