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Vecchi impianti e ricambi difficili: il problema silenzioso degli ascensori nei palazzi

17/02/2026

Vecchi impianti e ricambi difficili: il problema silenzioso degli ascensori nei palazzi

Nei condomìni costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta l’ascensore continua a fare il suo lavoro quotidiano con una regolarità quasi invisibile. Sale, scende, si ferma ai piani senza attirare attenzione. Finché qualcosa non cambia. Un rumore diverso, una chiusura porte più lenta, una fermata imprecisa. Segnali minimi che, per chi si occupa di manutenzione, raccontano spesso una storia precisa: impianti datati che funzionano ancora, ma con margini tecnici sempre più ridotti. È qui che emerge uno dei nodi meno discussi della gestione condominiale, quello legato ai ricambi e alla reperibilità delle componenti ascensori.

Ascensori datati: quando la manutenzione diventa più complessa

La maggior parte degli edifici residenziali italiani monta impianti installati decenni fa. Molti sono stati aggiornati solo in parte, con interventi mirati su quadri di manovra o sistemi di sicurezza, ma senza una revisione complessiva della macchina. Nel tempo questo approccio ha permesso di contenere le spese condominiali, ma oggi presenta il conto.

I tecnici segnalano un aumento degli interventi legati a usura meccanica e obsolescenza elettronica. Non si tratta sempre di guasti gravi. Spesso sono piccoli malfunzionamenti ripetuti: porte che non si allineano perfettamente, sensori meno reattivi, arresti imprecisi al piano. Il problema vero emerge quando serve sostituire pezzi specifici. Per alcuni modelli fuori produzione, reperire le componenti ascensori compatibili richiede tempi più lunghi rispetto al passato.

In questi casi la manutenzione ordinaria si trasforma in un lavoro di ricerca tecnica, con impatti diretti sui tempi di fermo impianto.

Ricambi difficili e tempi di fermo: cosa succede davvero

Quando un ascensore si blocca, il disagio per i residenti è immediato. Ma dietro la riattivazione dell’impianto si muove una macchina organizzativa complessa. Il manutentore deve prima individuare con precisione il componente da sostituire, verificare la compatibilità con l’impianto esistente e poi reperire il pezzo.

Negli impianti più recenti la filiera è relativamente fluida. Diverso il discorso per sistemi installati venti o trent’anni fa. Alcuni ricambi non sono più prodotti in serie, altri richiedono adattamenti tecnici. È in questo spazio operativo che la qualità delle componenti ascensori disponibili sul mercato diventa determinante.

I tempi di fermo, secondo diversi operatori del settore, si allungano soprattutto quando il problema riguarda elementi meno standardizzati. Schede elettroniche specifiche, gruppi porte di vecchia generazione, dispositivi di sicurezza ormai superati. Ogni caso richiede verifiche puntuali, spesso invisibili agli utenti finali ma decisive per la ripartenza dell’impianto.

Manutenzione programmata e verifiche periodiche

Nei condomìni dove la manutenzione viene seguita con continuità, molti problemi vengono intercettati prima che si trasformino in blocchi improvvisi. Le visite periodiche consentono di monitorare l’usura di funi, pattini, contatti elettrici, sistemi di chiusura. Non elimina il rischio, ma riduce la probabilità di fermate inattese.

Un aspetto che i tecnici sottolineano spesso riguarda proprio la prevenzione. Alcuni segnali anticipano i guasti con settimane di anticipo: vibrazioni anomale in cabina, tempi di apertura porte leggermente più lunghi, microallineamenti al piano. Intervenire in questa fase consente di pianificare la sostituzione delle componenti senza entrare in regime di emergenza.

Il problema è che questi indizi passano facilmente inosservati ai residenti. Finché l’ascensore continua a muoversi, la percezione diffusa è che tutto funzioni regolarmente.

Edifici abitati e gestione delle emergenze

Quando il fermo impianto si prolunga, l’impatto sulla vita condominiale diventa evidente, soprattutto negli edifici con molti piani o con residenti anziani. Scale improvvisamente affollate, consegne più complicate, difficoltà per chi ha mobilità ridotta. Sono situazioni che spingono spesso gli amministratori a intervenire con maggiore urgenza.

Negli ultimi anni si osserva una crescente attenzione verso la disponibilità di ricambi per ascensori compatibili anche con impianti meno recenti. Non è una questione puramente tecnica. Riguarda la continuità del servizio in edifici che restano pienamente abitati.

Il punto, secondo molti manutentori, è che il patrimonio impiantistico italiano sta invecchiando insieme agli edifici che lo ospitano. E mentre la tecnologia corre verso sistemi sempre più digitalizzati, una parte consistente degli ascensori continua a funzionare grazie a equilibri meccanici costruiti decenni fa.

Finché reggono, passano inosservati. Quando iniziano a chiedere attenzione, però, il margine per intervenire con calma si riduce molto più in fretta di quanto molti condomìni si aspettino.