Regione Calabria, valanga di nomine in arrivo in piena campagna elettorale mentre i calabresi continuano a vivere una crisi infernale

Come sempre nella cittadella regionale dove il ceto politico da veri e propri astronauti continuano a vivere come nulla fosse ci si accinge a quella prassi tanto cara al potere. Quella di distribuire nomine e prebende sempre in piena campagna elettorale. Infatti saranno prossime le nomine di un cospicuo numero di rappresentanti della Regione in tanti consigli di amministrazione, collegi sindacali, comitati di coordinamento di società, fondazioni ed enti regionali. A procedere nella nomine sarà il Presidente del Consiglio regionale, On. Francesco Talarico dell'Udc, partito particolarmente sensibile all'esercizio di nomine e molto attaccato storicamente alle poltrone.

Le tante nomine riguardano la Sogas, la Fincalabra, l'Azienda Calabria Verde, la Fondazione Arbëreshë di Calabria, la Fondazione Calabrogreca, la Fondazione Occitana di Calabria, il Comitato per le servitù militari, il Coordinamento dell'accademia di arte drammatica, l'Inps per la Calabria, il Consorzio del Bergamotto, l'Associazione Teatro Calabria, l'Aeroporto di S. Anna di Crotone, il Coordinamento regionale "Progetto Donna", il comitato di programmazione e sviluppo regionale dell'attività teatrale, il Consorzio per la tutela del cedro di Calabria, la Casa dei vini di Calabria, la Casa degli oli extravergine d'oliva di Calabria ed infine le più importanti ed appetitose dove si snoda il vero potere, l'Arsac, azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura, i 5 direttori generali delle Asp ed i 4 direttori generali della Aziende Ospedaliere.

Vi sono nomine per tutti i gusti e considerando il periodo elettorale per i tanti che orbitano all'interno dei gruppi che fanno capo ai personaggi politici che regnano sovrani nella Regione vi è da poter sperare in qualche bella ed appetitosa nomina da compensare poi con qualche votarello nelle prossime elezioni. Ed il tutto mentre la Calabria affonda ed i calabresi silenti, pavidi ed abituati al lecchinaggio al potere aspettano di andare a votare il compare di turno o il politico che prometterà la solita falsa promessa in un circuito infernale fra eletti ed elettori cementato dall'unico voto esistente, quello di scambio, che non si romperà mai e che porterà la Calabria inevitabilmente alla completa consunzione, mentre le nuove generazioni continuano ad emigrare e ad abbandonare una terra che ha bruciato per i giovani finanche la speranza.

Redazione