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Presentato Progetto Tèmenos in attesa del Festival della Sibaritide

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Un’operazione artistica, tra storia, archeologia e arte contemporanea, il progetto Tèmenos all'interno della I edizione del Festival della Sibaritide (Francavilla Marittima 22- 24 agosto). A presentare l'evento, negli spazi del Caffè Telesio a Cosenza: il curatore Giovanni Viceconte; gli organizzatori del Festival Internazionale della Sibaritide, Claudia Oriolo e Leonardo Filardi; i videoartisti, Fonte&Poe (Alessandro Fonte e Shawnette Poe) e Michela Pozzi. “Tèmenos - arte contemporanea tra archeologia e territorio”, anteprima del Festival Internazionale della Sibaritide, è una sorta di viaggio tra passato e presente alla scoperta dei luoghi sacri, dei miti e delle tappe più significative dell'incontro tra la popolazione degli Enotri e i Greci.

I videoartisti, Pozzi e Fonte &Poe, in una residenza artistica che si concluderà oggi, domenica 6 luglio, raccoglieranno sul luogo, la Piana di Sibari, gli imput e l'ispirazione per poter poi realizzare un'opera di videoarte per la rassegna 2video. Ospiti nel suggestivo borgo di Francavilla Marittima (Cs) sulla sponda settentrionale del torrente Raganello. Accompagnati da studiosi e guide del luogo potranno visitare e prendere contezza delle peculiarità del luogo e dell'immenso patrimonio storico e artistico. “L'obiettivo del progetto che ho curato – spiega Giovanni Viceconte - è quello di trasformare l’esigenza creativa in un confronto produttivo tra l’arte del passato e i nuovi linguaggi dell’arte artistici della contemporaneità: codici di continuità e di unione-relazione tra tempi-spazi e storie diverse presentato”.

“Gli artisti Michela Pozzi e il duo FONTE & POE, nella prima giornata di residenza – continua Viceconte - sono stati accompagnati dalla dott.ssa Rossana Lucente a scoprire la cittadina di Francavilla Marittima (CS) e il Parco Archeologico Timpone della Motta di Macchiabate, dove sono stati recuperati numerosi e importanti reperti archeologici, oggi conservati all'interno del Museo Nazionale della Sibaritide. Reperti che attestano che le prime tracce d'abitato nel territorio di Francavilla Marittima sono collocabili tra il IX - VIII sec. a. C”. La I Edizione del Festival Internazionale della Sibaritide - Città di Lagaria, si svolgerà, dunque, dal 22 al 24 Agosto, presso il Parco Archeologico Timpone della Motta -Macchiabate di Francavilla Marittima. A promuovere l’evento l’Associazione Smile, ente socio culturale no-profit attivo da alcuni anni sul territorio. In collaborazione con l’amministrazione comunale di Francavilla Marittima (CS) e il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide.

Il Festival gode di importanti patrocini: l’Ambasciata di Grecia in Italia, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza dei Beni Archeologici della Calabria, il Parco Nazionale del Pollino ed il Consorzio di Bonifica dei Bacini dell’Alto Jonio Cosentino. “Il Festival nasce dall’idea di rievocare l’antico splendore dei territori di Sybaris, importante polis (città-stato) della Magna Grecia, decantata dagli storici per la sua potenza e la sua ricchezza – spiega il direttore artistico Leonardo Filardi - Attraverso un affascinante “viaggio nella storia”, si ripercorreranno le tappe più significative dell’incontro tra la popolazione indigena, gli Enotri, già presenti nei territori dell’Alto Ionio a partire dal IX-VIII sec. a.C., e gli Antichi Greci”.

“Nel corso dei tre giorni – racconta l'organizzatrice Claudia Oriolo - verranno proposte manifestazioni in costume, visite guidate, dibattiti, laboratori, cene a tema ed numerose altre attività, per riscoprire rituali e tradizioni della civiltà antica, nonchè bellezze naturali, cultura, arte e storia del fertile e ricco territorio della Sibaritide”. Fonte&Poe Alessandro Fonte e Shawnette Poe iniziano la loro collaborazione nel 2008, in parallelo alle ricerche artistiche individuali. Fonte ha studiato alla Unical di Arcavacata e alla Estav di Barcellona, Poe si è formata alla University of Arts di Brema. Vivono e lavorano a Ljubljana. Utilizzano diversi linguaggi espressivi: installazione, performance, video.

Attraverso la loro ricerca artistica si interrogano sulla posizione e significato dell’identità contemporanea in una realtà instabile e ridefinita dal crollo continuo dei punti di riferimento, sulla trasformazione del concetto di appartenenza e sulla mutevolezza della memoria. Michela Pozzi La poetica di Michela Pozzi è in gran parte incentrata sulla connessione, sentimentale e insieme esistenziale con lo spazio. Infatti, attraverso l’installazione, il video e la fotografia, concentra la sua attenzione sulle emozioni comunicatele dal luogo scelto, che diviene il punto di partenza per una riflessione profonda sulla possibilità che l’uomo ha di personalizzare lo spazio nel quale vive.

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