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Back Cronaca Copanello, attentato intimidatorio al ristorante del Villaggio Guglielmo, sempre più difficile essere imprenditori in Calabria

Copanello, attentato intimidatorio al ristorante del Villaggio Guglielmo, sempre più difficile essere imprenditori in Calabria

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La crisi devastante da un lato, la criminalità e la malapolitica dall'altro. Una combinazione micidiale e terribile che impedisce a qualsiasi imprenditore, anche il più tenace e il più volenteroso, di poter sopravvivere in una terra sempre più in declino dove il peggio sembra non giungere mai. In piena notte a Copanello, uno dei luoghi più belli e suggestivi del turismo calabrese, un ordigno ad alto potenziale costruito artigianalmente è esploso mandando in mille pezzi la saracinesca del ristorante, i vetri, i lampadari e danneggiando seriamente parte della struttura, oltre ad aver lasciato un buco di notevoli dimensioni nel luogo esatto dove l'ordigno è deflagrato.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Soverato per i primi rilievi ma il tutto passerà, ovviamente, alla Direzione distrettuale antimafia, non essendovi dubbi sulla matrice estorsiva e mafiosa dell'intimidazione. L'azienda Guglielmo guidata dai giovani imprenditori Daniele Rossi e Matteo Tubertini ha già subito un lungo elenco di intimidazioni. E Daniele Rossi da Presidente di Confindustria di Catanzaro aveva scritto, esattamente il giorno prima dell'attentato, una lettera - appello ai calabresi e soprattutto alla nuova generazione dai toni molto forti ma densa di verità. "La condizione della Calabria è letteralmente sconcertante.

Sento il dovere di lanciare un appello ai giovani di questa terra di essere sempre liberi di scegliere il proprio futuro, non devono essere gli altri a scegliere per voi così da farvi rimanere sempre sotto una cappa, giovani calabresi che sono stati privati del diritto di vivere in modo civile, di avere un lavoro, una casa e una famiglia. Ribelliamoci in modo democratico, ma ribelliamoci. Non facciamoci più abbindolare da promesse scellerate. La Calabria ha bisogno di una vera rivoluzione nei contenuti e nei metodi dell'agire politico".

In merito all'attentato subito i due giovani imprenditori hanno espresso la "necessità di essere tutelati, le forze dell'ordine in questi anni ci sono stati vicine e hanno fatto il massimo, ma sono troppo pochi per un territorio come questo. Per imprese sotto minaccia come la nostra serve una postazione fissa, una protezione costante". L'ennesima storia di giovani imprenditori coraggiosi che vogliono restare in Calabria per lottare senza arrendersi. Ma fin quando potranno reggere in un territorio distrutto dalla mafia, dalla politica corrotta, da una crisi impressionante e finanche dall'inspiegabile apatia e rassegnazione del popolo.

Redazione

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