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Il candidato a sindaco Marcello Manna commenta i risultati del primo turno elettorale a Rende

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“Un risultato che va oltre quello sperato, ma conferma la voglia di rinnovamento che avevamo già respirato durante la campagna elettorale. Una campagna elettorale breve, quella che ha interessato il Laboratorio Civico, appena un mese per creare una squadra che ha lavorato e lavorerà per un’idealità basata su progetti concreti volti al bene comune”. È la dichiarazione a caldo del candidato a sindaco di Rende Marcello Manna. Una sfida a due con Pasquale Verre, espressione del restauro e delle passate amministrazioni. Rispetto alla scorsa competizione elettorale, le liste che sostengono Verre, che hanno ottenuto più voti rispetto al candidato di centro sinistra, perdono circa il 20% dei voti.

E questo, a nostro giudizio, significa che i cittadini rendesi, dopo 62 anni di potere assoluto e di gestione unilaterale, hanno bisogno di respirare aria nuova. Il diritto di cittadinanza appartiene a tutti e Rende non vuole più padroni, ma buoni amministratori che sappiano programmare il futuro. Quella che continuerà a promuovere il Laboratorio Civico di Marcello Manna è un’idea nuova di fare politica a Rende. Le oltre seimila settecento preferenze del primo turno attestano la volontà dei cittadini di voler cambiare l’assetto politico di questa città. Ora bisogna indirizzare il proprio messaggio verso chi non ritiene di essere rappresentato da chi propone la continuità. È una partita aperta fra chi è portatore di democrazia e di un assetto riformista come quello proposto dal penalista e chi rimane ancorato ad un modello che significa grave esposizione debitoria del Comune, commissariamento e totale mancanza di progettualità.

Noi Rende la conosciamo bene. Ci sono quartieri completamente abbandonati. Non si può nascondere il disagio sociale che c'è in molte zone. Non si può sorvolare sui debiti contratti dalle precedenti amministrazioni. Con il voto di domenica i cittadini hanno lanciato un messaggio chiaro a quella parte della politica che fino ad oggi ha considerato la gestione della cosa pubblica come uno strumento di potere. Il Laboratorio ha proposto un programma, “non si faranno in questa fase accordi sottobanco - conclude Manna - quelli li lasciamo ad altri ma se ci venisse chiesto di ritrovarci intorno ad un progetto di cambiamento, noi ci saremo e mi auguro ci siano dichiarazioni in tal senso, oggi più che mai il solo profumo, anzi, il vento, che si sente è quello del cambiamento”.

Redazione

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