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Sen. Antonio Gentile, coordinatore regionale Ncd, "Non mi preoccupo dell'esegesi che, immeritatamente, si applica al mio pensiero"

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Il Senatore Antonio Gentile, coordinatore regionale del Nuovo centro Destra, continua a stupire con i suoi comunicati densi di citazioni forbite ed oramai sempre più simili a dotti e filosofeggianti sermoni da far impellidire i filosofi più attrezzati e più intellettualmente elevati. Nel rilanciare la necessità delle primarie anche nel centrodestra e nell'invitare gli altri partiti del centrodestra ad essere uniti nella ricerca del nome giusto il Senatore afferma che "Le elezioni regionali le vinceremo ancora una volta noi, se sapremo scegliere un candidato in grado di avere la fiducia di tutti: io continuo a dire che le primarie sono lo strumento migliore per rendere chiaro e visibile questo progetto.

Quando leggo che Fi sarebbe un nostro, mio nemico mi viene da ridere: si tratta di tensioni messe ad arte da parte di chi ha tutto l'interesse a dividere l'area del centrodestra a vantaggio evidentemente dell'altra coalizione. Non rispondo mai, però, alle fantasie. Il candidato a presidente lo sceglieremo con tutti gli alleati e mi auguro che oltre a Fi, Ncd, Udc, FdI, ci siano liste civiche e tematiche forti: i nostri avversari sono i postcomunisti che ancora reggono le sorti del Pd, almeno in Calabria. Vedo un'area moderata che spazia anche all'interno di quanti sono oggi nella coalizione progressista: ci sono uomini di valore che non possono continuare a rimanere schiacciati nella logica dell'egemonia postcomunista. Ricordo lo stillicidio montaliano cui fu sottoposto, invece, 5 anni fa Loiero: umiliato, nonostante un palmares di tutto rispetto, in ragione della logica leninista che è sempre attuale e che privilegia la tattica e la furbizia all'analisi.

È vero che a livello nazionale governiamo con il Pd ma si tratta di una stagione eccezionale, peraltro inaugurata saggiamente all'epoca dallo stesso presidente Berlusconi: in Italia c'è bisogno di una scomposizione che crei un bipolarismo equilibrato e per arrivare a questo è naturale che le emergenze siano governate insieme, cosi come accade in Germania. Non mi preoccupo dell'esegesi che immeritatamente si applica al mio pensiero. Siamo un popolo che vive di dietrologie e di scenari bellici ossessivi. Fino al 26 maggio ognuno di noi cercherà di portare maggiori consensi al proprio partito, ma nei due comuni maggioritari e in tantissimi piccoli centri i moderati vivono sotto lo stesso tetto ed è questo ciò che conta".

Redazione

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