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L'Udc trema per le dimissioni di Scopelliti temendo di perdere le amatissime poltrone

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Se vi è in Calabria un partito sovradimensionato per il potere che gestisce in rapporto al consenso oramai ridotto al lumicino è l'Udc. Partito di proprietà della famiglia Trematerra con Gino Trematerra Europarlamentare uscente e segretario regionale ed il figlio Michele Trematerra, assessore regionale all'agricoltura. E' ovvio che nella prossima legislatura l'Udc non potrà lontanamente aspirare a riottenere neanche la centesima parte di potere che ha avuto con il rapporto di ferro e di unione con il Governatore Scopelliti. Ma nonostante tale rapporto l'Udc oggi è preoccupatissima per le dimissioni dello stesso Scopelliti.

E tale preoccupazione si evince dalla nota del partito nella quale si afferma che "Occorre capire considerata la fase complessa che stiamo attraversando, in una logica di massima lealtà e condivisione dei percorsi che si deciderà d’ intraprendere, come s’ intende procedere per evitare possibili disorientamenti e ritardi nelle risposte urgenti che i calabresi ai attendono da tutti noi. Al presidente Scopelliti riconosciamo il pregio della chiarezza e della trasparenza, nel rapporto con persone e forze politiche, che l’hanno sempre contraddistinto.

Perciò l’Udc gli esprime solidarietà, ma esprimiamo, contemporaneamente, anche l’auspicio a proseguire nell’impegno politico, specie in questo momento particolare, per portare avanti il progetto comune. L’Udc, il cui rapporto con il presidente della Regione è stato avviato nel 2010 per smuovere le incrostazioni calabresi e per imboccare la strada dello sviluppo, ha sempre considerato il presidente Scopelliti una persona rispettosa della legalità e dei diritti. Quanto accaduto con la sentenza del tribunale di Reggio lascia, pertanto, molto perplessi per l’asprezza della pena, ma, nel contempo, mette in luce la contraddittorietà di una legge che vorrebbe precludere, dopo il primo grado di giudizio, l’agibilità politica di una persona che ha avuto l’espresso mandato dei calabresi a guidare la Regione.

Si è in presenza - aggiungono gli esponenti dell’Udc - di una norma che contrasta con la Costituzione e che andrebbe rivista con immediatezza. Se l’articolo 27 della Costituzione sancisce la presunzione d’innocenza fino al giudizio definitivo, e se proprio questo principio è uno dei tasselli cruciali dell’impianto costituzionale, la legge Severino, per com’è congegnata, è assolutamente iniqua. L’Udc farà la propria parte per sensibilizzare le forze politiche nazionali su questo preciso aspetto. Ma è auspicabile che tutte le forze politiche si adoperino per rendere possibile una riforma di questa legge in ossequio alla Costituzione.

Qui è in gioco non solo il problema di una sola persona o di una sola parte politica - concludono - ma l’essenza stessa della politica e, se vogliamo, della democrazia. Rifiutarsi di capirlo è pura miopia politica ed un regalo ai vari populismi del nostro tempo". Considerando che non vi è riuscito Silvio Berlusconi a far modificare la legge Severino figuriamoci se può riuscirvi un piccolo partitino ridotto al lumicino. L'Udc dovrà farsene una ragione. I bei tempi stanno per finire e anche per la potentissima famiglia Trematerra per come altre potenti famiglie calabresi da decenni in politica sembrano profilarsi le condizioni affinché il popolo calabrese possa determinare dei cambiamenti e liberarsi una volta per tutte di famiglie di professionisti della politica che rappresentano il passato.

Redazione

Commenti   

 
0 #1 Il tramonto del casatoGuest 2014-03-30 14:29
Ahi ! Forse a tanto strazio cadde lo spirto anelo, e disperò:ma rapida venne una man dal cielo,e in più spirabil aere, pietosa il trasportò.
Altro dire non si può!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il redde rationem dei "mediocri"è alle porte.
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