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Per i lavoratori Giudiziari, dopo il danno, anche la beffa?

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I lavoratori Giudiziari dopo un aver subito per molti anni un enorme danno, rischiano di subire, a breve, anche una clamorosa beffa. Questi dipendenti del Ministero della Giustizia–Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, com’è noto, per molti e molti anni - nonostante il notevole impegno quotidianamente profuso, ben al di la dei propri ruoli e qualifiche, per non inceppare la logora macchina della giustizia -, non hanno avuto l’opportunità di vedersi riconoscere la propria indiscutibile professionalità.

Non solo, alla pari di tutti gli altri italiani, dovranno subire gli effetti recessivi di una manovra che in base ai contenuti della recente “Legge di Stabilità”, non appare assolutamente in grado di fornire l’adeguato ausilio alla classe media per  far ripartire l’economia e che rischia di rivelarsi – così per come affermato da Francesco Cavallaro, Segretario Generale della Cisal -, una “instabilità per gli italiani”. Non solo, alla pari di tutti gli altri pubblici dipendenti - così per come dichiarato da Gennaro Di Meglio - dovranno sostenere tutto il peso dell’ennesimo intervento sul pubblico impiego (sempre contenuto nella legge di stabilità), con il quale l’attuale esecutivo conferma la volontà “punitiva” - anche di questo Governo Letta - nei confronti dei lavoratori pubblici, mercanteggiati miseramente e, ancora una volta, condannati a fare   da capro espiatorio.

Non solo dovranno, quindi, subire il taglio del 10% degli straordinari e soggiacere all’immobilizzo salariale con un’indennità di vacanza contrattuale che, per il triennio 2015-2017, rimarrà ferma a quella del dicembre 2013, ma gli stessi si vedranno ridurre ancor più il potere d’acquisto dei propri stipendi e appesantire se possibile per l’applicazione ridotta del turn over (nella misura del 40% nel 2015, del 60% nel 2016 e dell’80% nel 2017). Ora, oltre a rischiare di non poter avere la tanto agognata riqualificazione per legge (così come da loro richiesto per rimediare ad una palese ingiustizia), o per concorso che sia, rischiano persino di vedersi “scavalcare” da lavoratori provenienti da altre amministrazioni.

Questo perché per 8000 dipendenti di varie qualifiche della P.A. - con la recente conversione in legge del D.L. 101/2013 -, si spalancheranno le porte degli Uffici Giudiziari e i dipendenti già facenti parte di quella Amministrazione (come anzidetto da anni fermi al palo in attesa di passaggio di qualifica), potrebbero vedersi “superare” dai loro nuovi colleghi con minor professionalità specifica - ma di livello più alto perchè riqualificatisi nell’amministrazione di provenienza -, ai quali dovranno poi “insegnare” il lavoro. Per tale motivo, così per come già indicato da Paola Saraceni, Segretario Generale del Dipartimento Ministeri, Sicurezza e P.C.M. di questa sigla sindacale, è indispensabile attuare subito una “Riqualificazione, entro l’anno, prima dell’ingresso degli ottomila nuovi lavoratori giudiziari”.  

      
Il Segretario Generale                                                                                Il Responsabile Nazionale
Paola SARACENI                                                      UFFICIO COMUNICAZIONE E RAPPORTI CON LA STAMPA E MEDIA
Antonello IULIANO

 

 

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