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Angela Napoli, ex deputato, interviene sulle dichiarazioni del pentito Schiavone e sul traffico di rifiuti tossici in Calabria

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Le dichiarazioni rese dal pentito della Camorra Carmine Schiavone nel lontano 1997 e finora mai rese pubbliche oggi, a ben 16 anni di ritardo, destano grande preoccupazione, ma , in realtà confermano fatti e circostanze che in tanti già sapevano. Lo stesso Schiavone nel 1997 affermava che il traffico dei rifiuti tossici non era di sola competenza della Camorra ma anche le altre organizzazioni mafiose erano coinvolte e, fra queste, ovviamente, anche l'organizzazione criminale più potente al mondo, la 'nadrangheta.

Già negli anni scorsi il pentito Francesco Fonti, deceduto per un tumore del dicembre del 2012, parlò minuziosamente su traffici di materiale tossico che interessava la Calabria, ma, come sempre, in Calabria non si è mosso nulla tranne che ritenere lo stesso Fonti un millantatore. Interessante anche il libro autobiografico scritto dallo stesso Francesco Fonti "La mia nave dei veleni", pubblicato da Falco Editore. E sulla Calabria Carmine Schiavone afferma "Anche in Calabria era lo stesso: non è che li rifiutassero i soldi. Che poteva importargli, a loro, se la gente moriva o non moriva? L'essenziale era il business".

Ed ancora: "Tutti i clan, tutte le associazioni criminali erano interessate, perché si trattava di decine di miliardi all'anno nel libro mastro". Ed ancora: "Stavamo bene con la Calabria........, in particolare con qualche gruppo calabrese, quelli contrari ai De Stefano". Ed ancora: "So che c'erano navi e che qualcuna è stata affondata nel Mediterraneo.......Ricordo che una volta si parlò di una nave che portava rifiuti speciali e tossici, scorte nucleari, che venne affondata sulle coste tra la Calabria e la Campania". E sulle dichiarazioni di Schiavone, oggi rese pubbliche, interviene Angela Napoli, per anni deputato e componente della Commissione Parlamentare Antimafia, che molto si spese per far destare la giusta attenzione su tali traffici, senza riuscire nell'intento considerando il muro di gomma che vige in Calabria e, soprattutto, l'assenza di una società civile e la forza dell'omertà, della paura e della collusione che rende la 'ndragheta invincibile.

E" in Calabria, dove dal racconto di Carmine Schiavone emerge che anche per la 'ndrangheta il traffico dei rifiuti tossici rappresentava il business, continuano a tacere -afferma Angela Napoli, presidente dell'Associazione "Risveglio Ideale" -  Parlamento e buona parte della Forze inquirenti. Eppure anche in Calabria c'è stato un collaboratore di giustizia, Francesco Fonti (oggi defunto!), che fin dal 2005 aveva presentato un suo memoriale al riguardo, rimasto inspiegabilmente chiuso per ben quattro anni nei cassetti della Direzione Nazionale Antimafia! Anche in Calabria l'ultima Commissione Parlamentare sui rifiuti tossici ha concluso i suoi lavori relazionando su nuovi ed utili elementi per riaprire le indagini sulla morte del capitano Natale De Grazia, l'ufficiale che indagava sui traffici illegali di scorie, pur tuttavia si rimane fermi! In Calabria, Ministri, Governi nazionali e regionali, Amministratori locali, Arpacal, buona parte della Magistratura continuano a rassicurarci che non c'è nulla sotterrato nelle montagne dell'Aspromonte, nel tirreno cosentino, che non esistono discariche di rifiuti tossici capaci di inquinare le falde acquifere, che l'annosa mancata bonifica dell'ex Pertusola di Crotone è solo frutto di intoppi amministrativi ed economici e che non incide sullo stato di salute dei cittadini di quel territorio! Silenzio, silenzio, silenzio! Nel mentre cresce ovunque in Calabria l'allarme per numerosi casi di patologie oncologiche e nel mentre la 'ndrangheta continua a mantenere uno dei suoi business privilegiati nel traffico dei rifiuti ed in tutte le attività illecite ad esso connesse".


Redazione

 

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