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Berlusconi annulla il Pdl, cosa faranno Scopelliti ed i senatori del Pdl calabro passato in blocco con Alfano?

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Nei corridoi romani si vocifera che il fondatore del Pdl, Silvio Berlusconi, abbia maldigerito la scelta fatta in blocco di tutti i senatori del Pdl eletti in Calabria, tranne Scilipoti che non è calabrese, di schierarsi con Angelino Alfano e di aver firmato il documento che ha costretto lo stesso Berlusconi a votare la fiducia al Governo Letta quando, invece, Berlusconi, aveva tutte le intenzioni di porre fine all'attuale esperienza governativa. Chi conosce Berlusconi è pronto a giurare che riuscirà a vendicarsi del tradimento subito e che sarà in grado di creare le condizioni per disfarsi di coloro i quali ritiene averlo tradito considerando che gli stessi sono stati beneficiati dal suo assenso nel far parte delle liste del Pdl.

Come tutti sanno gli eletti non sono eletti ma sono nominati per effetto di una legge elettorale aberrante, il Porcellum, che tutti dicono di voler cambiare ma che, nei fatti, nessuno vuole realmente che si possa modificare. La mossa di Berlusconi di fissare per l'8 dicembre prossimo la data del consiglio nazionale del Pdl per chiudere l'eperienza politica del Pdl stesso e ripartire con Forza Italia azzerando gli incarichi attuali ha spiazzato non poco i disegni politici di Beppe Scopelliti e dei suoi fedelissimi che per quella data potrebbero essere costretti a scelte non preventivate. In caso di scissione con Forza Italia ritroverebbe in Calabria un ruolo primario il deputato Pino Galati, posizionato fra i lealisti con Silvio Berlusconi. Discorso a parte per il consigliere regionale Geppino Caputo che in molti dicono possa essere orientato ad aderire al partito della Meloni, Fratelli d'Italia. 

In caso di scissione anche le deputate Jole Santelli e Dorina Bianchi sarebbero pronte ad aderire al progetto dei governativi con Angelino Alfano. Ma in politica tutto è mutevole ed in Calabria ancor più che altrove. L'8 dicembre è ancora lontano e tutto è possibile, compreso inaspettati capitomboli e giravolte. Tutto dipenderà dalla capacità di Berlusconi di rimanere in sella ed anche coloro i quali sono scesi dal carro del vincitore pensando ad una sua imminente fine potrebbero risalire sul carro. Ipotesi molto difficile e peregrina essendo numerosi, soprattutto fra chi è stato beneficiato dallo stesso Berlusconi, coloro i quali sono convinti che il ventennio berlusconiano sia alla fine. Ma considerando che in politica la parola gratitudine non esiste, in tanti hanno ben pensato di schierarsi altrove nell'obiettivo di tutelare la loro poltrona e di continuare la loro professione esclusiva di politici preferibilmente per tutta la vita conservando i tanti privilegi che la Casta dei politici custodiscono gelosamente mentre gli italiani muoiono di fame e la crisi avanza. Ma questo è tutt'altro discorso che ai politici non interessa, tanto il popolo bue li voterà sempre, crisi o non crisi. Basta qualche falsa promessa e qualche frottola in campagna elettorale ed il gioco è fatto.

Redazione

 

 

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