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Back Cronaca A Graziana Capone, la "Angelina Jolie" di Bari Berlusconi offrì una candidatura in Calabria

A Graziana Capone, la "Angelina Jolie" di Bari Berlusconi offrì una candidatura in Calabria

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Che la Calabria fosse il luogo nel quale accogliere di tutto e di più soprattutto per il Pdl lo ha dimostrato la candidatura di Scilipoti, eletto  al Senato, ma che potesse anche essere il posto dove far eleggere Graziana Capone, l'Angelina Jolie di Bari, nessuno lo aveva sospettato. Ma tant'è. Infatti la signorina interrogata dai giudici del capoluogo barese che indagano sul giro delle escort procurate dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini a Silvio Berlusconi, ha affermato che fra le tante opportunità che gli erano state offerte da Berlusconi anche quella della candidatura nella lista del Pdl in Calabria per le elezioni regionali del 2010.

"Era il suo compleanno, c'è stata una cena normale, saranno state trenta-quaranta persone. Erano le quattro e mezza, io sono andata in toilette. Saranno rimaste quattro-cinque persone. Sono uscita - racconta Graziana Capone ai giudici - e anche Gianpaolo Tarantini era andato via. Siamo rimasti io e Berlusconi che desiderava avere una relazione sentimentale con me, che fosse alla stregua di una fidanzata. Ci siamo rimandati, lui mi disse: "Non c'è fretta, credo che io e te ci vedremo molto spesso. Mi piacerebbe tenerti a cena anche stasera, ma ci sono i miei figli, forse corriamo troppo" (...) Il nostro non era un rapporto mercenario.

Lui desiderava vivere con me e io devo ammettere... che c'era una differenza di età sensibile per la quale non sarebbe stato possibile provare un sentimento che non fosse quello dell'amicizia e della stima. Lui mi chiese se avessi avuto piacere di inserirmi in un consiglio regionale o della Puglia o della Calabria. Ora curo i rapporti istituzionali per le società a partecipazione pubblica di ministeri. Nel 2010 sono stata assunta nell'ufficio stampa. Ero a Palazzo Grazioli, nell'ufficio accanto al suo". Certamente l'eventuale presenza della signorina Capone non avrebbe danneggiato il consiglio regionale calabrese considerando la qualità dello stesso. Almeno sarebbe aumentata la presenza femminile alquanto scarsa nel consiglio regionale calabro.

Ed i fedelissimi di Berlusconi l'avrebbero certamente fatta eleggere pur di compiacere al loro capo. Almeno nel 2010, dato che oggi nell'elenco dei traditori del grande capo del Pdl vi figurano numerosi parlamentari calabresi, un tempo fedelissimi di Berlusconi, oggi, dopo averlo prontamente tradito, fedelissimi di Alfano. Domani, se Alfano dovesse decadere, subito pronti ad essere fedelissimi di chi guiderà il carro dei vincitori. Nel perfetto stile della politica calabrese, fatta di traditori e voltagabbana. L'unico che non ha tradito Berlusconi è stato Scilipoti, da tutti considerato traditore per eccellenza, ma forse tutti dimenticavano che Scilipoti è stato eletto in Calabria ma è siciliano.


Redazione

 

 

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