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'Ndrangheta: arrestato il sindaco di Scalea

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Il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, eletto a capo di una lista civica. Svelerebbe un intreccio fra 'ndrangheta e politica l'operazione "Plinius", eseguita stamane all'alba dai Carabinieri del comando provinciale di Cosenza, che ha portato in carcere, fra gli altri, il sindaco Basile e cinque assessori della sua giunta. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di catanzaro, nel centro del Tirreno cosentino operava un'associazione per delinquere di stampo 'ndranghetistico denominata "Valente-Stummo" operante nel territorio del comune di Scalea e nei comuni limitrofi.

Il clan, subordinato al "Locale" mafioso di Cetraro facente capo al boss Franco Muto, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento e di omerta' della generalita' dei cittadini, aveva ottenuto il controllo e lo sfruttamento delle risorse economiche della zona.   L'organizzazione, secondo l'accusa, sarebbe riuscita, attraverso il procacciamento di voti, ad orientare le ultime elezioni amministrative svoltesi nel marzo del 2010 a Scalea, in favore di propri candidati che, una volta eletti, si sarebbero prodigati per l'assegnazione di concessioni e appalti ad imprese rientranti nella sfera di influenza della consorteria.

Trentotto gli arresti eseguiti nelle prime ore di oggi nelle province di Cosenza, Bari, Matera, Terni e Salerno da 500 Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza che hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni e da guerra, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d'asta, turbata liberta' del procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso. Altre 21 persone sono state denunciate in stato di liberta' per gli stessi reati.

Fonte: AGI

 

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