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Pdl sempre più in crisi, ma i padroni del partito se ne fregano

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Un leader come il compianto Giacomo Mancini sosteneva che nella logica del potere della politica è meglio essere padroni assoluti di un partito più piccolo che avere un partito più grande e gestirlo con altri. E questo è ancora oggi il pensiero dei gruppi dominanti di alcuni partiti del centrodestra che provengono dal vecchio Psi e dalla vecchia Dc. E' il caso del potentissimo gruppo della famiglia Gentile in politica da decenni che domina il Pdl e della famiglia Trematerra che domina l'Udc. Sia l'assessore regionale ai lavori pubblici, Pino Gentile, che l'Europarlamentare e segretario regionale dell'Udc, Gino Trematerra, sono in politica, unica professione della loro vita, da svariati decenni.

Pino Gentile proviene dal Psi, eletto a 26 anni in consiglio comunale  nella lista del Psi nel 1970 e da allora, nonostante siano trascorsi 43 anni, sempre sulla scena con ruoli di primo piano. Basti accennare che Pino Gentile è alla sua sesta legislatura regionale consecutiva, essendo stato eletto per la prima volta alla Regione nel 1985, poi rieletto nel 1990, nel 1995, nel 2000, nel 200'5 e nel 2010. Un record nazionale, infatti in nessuna regione d'Italia vi è un consigliere regionale che può vantare ben sei legislature regionali. Dovrebbero instaurare anche alla Regione, come al Senato, il posto di Consigliere regionale a vita e tale scranno andrebbe assegnato ad honorem a Pino Gentile.

Anche Gino Trematerra può vantare decenni di militanza politica e come i Gentile ha creato anche le condizioni di continuità dinastica considerando che il figlio Michele è assessore regionale all'agricoltura. L'Udc è oramai ridotto al lumicino e fra non molto vi rimarranno solo i Trematerra, ma questo non ha alcuna importanza, l'importante è mantenere ben salda l'alleanza con Scopelliti alla Regione e mantenere ben salde le pesanti poltrone di assessorati regionali. Per il Pdl iniziano a farsi sentire anche delle voci discordanti nei confronti del Governatore Scopelliti che ama circondarsi solo di adulatori non tollerando alcuna critica. E' il caso del capogruppo alla Provincia, Mario Russo, che ha definito l'azione di Scopelliti "ostile e dilatoria nei confronti della Provincia di Cosenza" con particolare riferimento alla "forte penalizzazione inferta a livello sanitario ad importanti territori come quelli dell'Alto Tirreno e dello Jonio".

E non basta. Anche il consigliere provinciale Giovanni Battista Morelli ha annunciato la sua adesione al gruppo misto e lo scioglimento del gruppo "Gentile Presidente". Ma, ovviamente, tali proteste lasceranno del tutto indifferenti i padri - padroni del partito che, dall'alto del loro potere monolitico, non hanno alcun interesse a far crescere il partito. L'importante è essere inseriti nelle liste con il Porcellum ed essere eletti matematicamente e l'importante è gestire il potere regionale soprattutto nella sanità, vero centro nevralgico della gestione del potere. Tutto il resto non conta nulla. Questa è la logica dei professionisti della politica che in Calabria governeranno per sempre fino al loro ultimo respiro e che lasceranno il potere ai loro figli e ai loro nipoti.

Questa è la Calabria Saudita, questa è la Calabria retrograda e corrotta che impedisce lo sviluppo del territorio e che impone a tanti giovani preparati di abbandonare una terra privata di ogni diritto dalle dinastie baronali della politica che solo una rivoluzione sociale come in Egitto e solo una primavera come quella araba potrebbe detronizzare, ma pensare ad una rivoluzione sociale in Calabria è pura utopia essendo i calabresi un popolo storicamente ed antropologicamente servo del potere e bisognoso di un re da osannare e soprattutto di un padrone da ossequiare. Una terra che dal latifondo baronale è passata alla dittatura delle famiglie politiche che sopprimono ogni anelito di libertà e di democrazia ed impegnati solo nella gestione del potere e nella loro successione dinastica.

Redazione

 

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