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Premio Strega: Waltwer Siti stravince con 165 voti su 460 per il suo 'Resistere non serve a niente'

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Vince alla grande Walter Siti con il suo "Resistere non serve a niente" (Rizzoli) che ha sbaragliato tutti con 165 voti stasera alla finale della 67/a edizione del Premio Strega a Villa Giulia a Roma. Dopo aver bevuto dalla bottiglia del Premio Strega simbolo della vittoria, Walter Siti ha detto: ''Non dedico il premio a nessuno in particolare. Ci sono persone a cui tengo e spero il libro sia stato scritto per loro''. Su 460 aventi diritto hanno votato in 412, dei quali 168 elettronicamente; 3 le schede bianche. La sfida è stata sul secondo posto conquistato per un soffio da Alessandro Perissinotto con 'Le colpe dei padri' (Piemme), 78 voti.

Soltanto un voto in più di Paolo Di Paolo con 'Mandami tanta vita' (Feltrinelli), 77 voti, e al terzo Romana Petri con 'Figli dello stesso padre' (Longanesi). Ultima Simona Sparaco con 'Nessuno sa di noi' (Giunti), 26 voti. Il seggio è stato presieduto da Alessandro Piperno vincitore della scorsa edizione del premio. La competizione non è stata per nulla all'ultimo voto come si pensava alla vigilia.

Grande assente al Ninfeo il nuovo sindaco di Roma Ignazio Marino, presente invece l'ex sindaco Gianni Alemanno, che è venuto a votare e poi si è seduto al tavolo della casa editrice Piemme (Gruppo Mondadori). Vicino al tavolo Rizzoli anche l'ex sindaco Francesco Rutelli, abbronzatissimo, con la moglie Barbara Palombelli. Al tavolo Rcs, Paolo Mieli, Cesare Romiti e a quello della Longanesi il presidente amministratore delegato del gruppo Gems, Stefano Mauri e Giacomo Marramao. Grande assente, nonostante quest'anno abbia un suo autore in cinquina, Inge Feltrinelli che ha sempre animato con la sua presenza le serate del Premio Strega.

Tra i tavoli a salutare gli amici anche Stefano Rodotà e Antonio Padellaro. Walter Siti, poco prima dell'apertura dello spoglio aveva sottolineato: ''Mi sono dato perdente già da ieri. E' una bella tattica per restare tranquillo. Un esercizio zen. Tutto quello che viene è in più. Ho pregato fin dall'inizio il mio editore di non informarmi e di tenermi fuori dai meccanismi del premio perché mi rendeva ansioso''. Mentre Romana Petri, già in passato in cinquina allo Strega, sottolinea che ''questo non è un premio per donne né giovani né vecchie. E' dura, fate il calcolo: considerate il numero degli Strega e vedrete quante donne hanno vinto. E' anche un premio dove non si cambia quasi mai l'editore vincente''.


Fonte: Ansa

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