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Cosenza, 8 marzo, la Commissione cultura del Comune dei Bruzi celebra la figura di Giustina Gencarelli

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09 marzo 2013  

A distanza di 68 anni dall’8 marzo 1945, quando a Cosenza si tenne la prima grande manifestazione dell’U.D.I. (Unione Donne Italiane), in occasione della giornata internazionale della donna, la Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi, presieduta da Claudio Nigro, ha voluto ricordare la figura di Giustina Gencarelli che dell’U.D.I. di Cosenza fu fiduciaria e che può essere, a ragion veduta, considerata una delle prime donne cosentine (era originaria di San Demetrio Corone) impegnate attivamente in politica.

La commissione cultura ha voluto attribuire solennità all’iniziativa con la quale ha reso omaggio alla memoria di Giustina Gencarelli, scegliendo la cornice del Teatro “Rendano”. Oltre al Presidente della commissione Nigro erano presenti la Vice Presidente Maria Lucente, il consigliere relatore Mimmo Frammartino e gli altri consiglieri Giovanni Cipparrone, Giovanni Quintieri, Pierluigi Caputo, Massimo Commodaro e Giuseppe Spadafora. L’Amministrazione comunale era rappresentata dall’Assessore alla formazione della coscienza civica e alla scuola Marina Machì.

Ospite d’eccezione, il figlio di Giustina Gencarelli, l’ex parlamentare Cesare Marini. In apertura di seduta il Presidente Nigro ha sottolineato come con il ricordo di Giustina Gencarelli la Commissione cultura intenda inaugurare un nuovo filone volto a restituire il ricordo di figure femminili che possono essere additate ad esempio per il loro rigore morale e per l’impegno civile, avendo dato un importante contributo allo sviluppo della nostra regione. Giustina Gencarelli, classe 1914, può essere considerata una pasionaria ante litteram, tra le prime donne attivamente impegnate in politica, militante del Partito Comunista, nonostante le sue origini aristocratiche (la madre, Giulia Farina, era discendente di una nobile famiglia di Crotone, fedelissima dei Borbone).

Educazione molto rigorosa, parlava, come la madre, correttamente il francese, ma imparò in seguito anche l’inglese, per approfondire a Londra gli studi sul sistema del welfare. Candidata con il PCI alle elezioni per l’Assemblea Costituente del 1946, fu al fianco di Palmiro Togliatti quando venne in Calabria, prima a Catanzaro e poi a Cosenza, per quella storica campagna elettorale. Lasciò il PCI nel 1956, dopo i fatti di Ungheria, per transitare poi nel Partito Socialista, collaborando prima con Pietro Nenni e poi con Francesco De Martino. Si spense nel 2005.

A tratteggiare la figura della Gencarelli sono stati prima Mimmo Frammartino che ne ha sottolineato a più riprese lo spessore del suo impegno politico che ha definito “autentico e fuori da ogni disegno di ipocrisia” e poi Maria Lucente che ha considerato “dirompenti e piene di convinzione le scelte di Giustina Gencarelli, una vera battagliera che ha in qualche modo spianato la strada anche alle conquiste di altre donne che sono venute dopo di lei”. Di primissima mano, ovviamente, la testimonianza di Cesare Marini, figlio della Gencarelli, che ha condito il suo intervento con significativi aneddoti. “Aveva l’abitudine - ha detto Marini - di scrivere ogni sera una lettera al marito Salvatore”. Infatti, quando venne Togliatti in Calabria nella lettera che riassumeva la sua giornata al fianco del leader comunista, lo dipinse come persona molto simpatica anche se- sottolineò nello scritto al marito - che a Cosenza, davanti ad una folla straordinaria, il discorso di Togliatti non ebbe la resa brillante del comizio di Catanzaro, probabilmente a causa della tensione accumulata.

“A Roma - ha aggiunto ancora Marini - frequentò il gruppo comunista dissidente. Transitata nel Partito socialista, vicinissima a Nenni e a De Martino, non capì mai Craxi perché non accettava l’idea del partito-impresa.” Cesare Marini ha ricordato inoltre che Giustina Gencarelli era una donna, oltre che colta e impegnata in politica, anche molto generosa, come testimonia il suo impegno come presidente delle dame di carità di S.Vincenzo De’ Paoli. Le conclusioni sono state tratte dall’Assessore Marina Machì. “Non sono una fanatica delle celebrazioni - ha detto - anche se sono le uniche occasioni per recuperare, come nel caso di Giustina Gencarelli, dei pezzi di memoria importanti che hanno un forte valore simbolico. Se oggi nella Giunta Occhiuto le donne sono in maggioranza il merito è anche dell’impegno di figure femminili come quella di Giustina Gencarelli.”

Redazione

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