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Berlusconi attacca l'Udc sul familismo, ma dimentica che in Calabria la politica di famiglia è l'unica regola praticata da tutti, anche dal Pdl

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16 gennaio 2013

Il Presidente del Pdl ha duramente attaccato Pierferdinando Casini e l'Udc additantolo per il troppo familismo che si evince dalla composizione delle liste. "L'Udc ha introdotto il quoziente familiare anche tra i candidati delle sue liste" ha sostenuto candidamente Berlusconi in una intervista alla trasmissione "Omnibus", ma il pifferaio magico, per usare un termine caro al Professor Mario Monti, come al solito attacca gli altri e non guarda in casa propria, dove il familismo è pratica usuale. Basta accennare alla Calabria dove nel Pdl vi sono tante famiglie in politica. Esempio lampante quella dei Gentile. Pino Gentile, assessore regionale ai lavori pubblici, Antonio Gentile, fratello di Pino, Senatore e coordinatore vicario del Pdl, Katya Gentile, figlia di Pino, vicesindaco di Cosenza. Ma Berlusconi è questo.

Il familismo è comunque diffuso in tutti i partiti. Nell'Udc che in Calabria è alleato con il Pdl e nelle elezioni nazionali sono invece l'uno contro l'atro, Michele Trematerra assessore regionale all'agricoltura e figlio dell'Europarlamentare e coordinatore regionale dell'Udc, Gino Trematerra, è candidato al Senato in posizione blindata con elezione sicura. E nonostante la guerra romana fra Casini e Berlusconi il Governatore Scopelliti è certo che l'alleanza fra Udc e Pdl sia sempre solida e tranquilla. Infatti la famiglia Trematerra in Calabria è alleata con il Pdl, fuori dai confini calabresi sono contro il Pdl. Un nuovo tipo di politica territoriale.

"Con l’Udc c'è un rapporto di condivisione ma anche grande affetto e stima. Anche ieri sera ho sentito il segretario regionale Gino Trematerra e quello nazionale Lorenzo Cesa. Auspico - ha sostenuto Scopelliti - che si possa andare avanti in questa esperienza rispetto alla quale da parte dell’Udc si continua a ribadire che c'è un impegno assunto e che su questa strada si vuole perseguire l’azione che abbiamo messo in campo verso il comune traguardo da raggiungere". Chissà se dovesse anche Scopelliti candidarsi capolista al Senato nel Pdl se voterà per se stesso o per il suo caro alleato Michele Trematerra. Potrebbe magari dividere il voto in due parti, metà all'Udc e metà al Pdl per non scontentare nessuno e mantenere salda l'alleanza tutta calabrese fra Udc e Pdl.

Redazione 

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