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Il Sindaco Occhiuto e la Commissione cultura premiano il giornalista Paride Leporace

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17 novembre 2012

Un giornalista cosentino che sa dare del tu alla penna, un anticonvenzionale per eccellenza, uno spirito bohèmien ghermito da mille passioni: il cinema, la musica, il calcio, e quella civile che lo fa sempre stare in prima linea e sulla notizia. E che lo sollecita come un fuoco sacro quando c’è un’inchiesta che scotta da approfondire o pezzi della storia d’Italia recente da ricostruire, come nel caso del suo libro, “Toghe rosso sangue”, pubblicato da qualche anno per i tipi della Newton Compton e che è stato accompagnato, ovunque sia stato presentato, da un’ottima accoglienza e da buone recensioni sulla stampa nazionale.

Un libro nel quale Paride Leporace snocciola il rosario dei magistrati (27 in tutto) che dal 1969 al 1994 sono caduti sotto i colpi della criminalità organizzata o del terrorismo o per altra mano e che rischiavano di morire una seconda volta, seppelliti, peggio ancora, dall’oblio. Dal quale Paride Leporace li ha per fortuna tirati fuori, grazie al libro che ha avuto il coraggio di scrivere e che è diventato nel tempo anche un riuscito spettacolo teatrale, grazie all’intuizione della compagnia “Les enfants terribles” diretta da un altro cosentino, Francesco Marino, che di “Toghe rosso sangue” firma anche la regia.

Ieri sera, dopo la “prima” cosentina del marzo scorso al Teatro “Morelli”, fortemente voluta dall’Assessore alla formazione della coscienza civica del Comune di Cosenza Marina Machì (presente all'incontro della commissione cultura), lo spettacolo è stato riproposto al Piccolo Teatro dell’Università della Calabria, nell’ambito della rassegna “Il piacere della democrazia”. Ecco il motivo per il quale Paride Leporace, che attualmente risiede a Potenza dove dirige “Il Quotidiano della Basilicata”, dopo aver diretto e fondato “Calabria Ora” ed essere stato tra gli artefici della nascita de “Il Quotidiano della Calabria” del quale è stato anche caporedattore centrale, è tornato per qualche giorno a Cosenza.

Subito “intercettato” dalla commissione cultura di Palazzo dei Bruzi, presieduta da Claudio Nigro, Paride Leporace è stato insignito del giusto riconoscimento per il suo impegno e per la sua brillantissima carriera, nell’ambito della collaudata rassegna “Nemo propheta in patria”. Un riconoscimento che per la prima volta ha visto in commissione cultura anche il Sindaco Mario Occhiuto. Ed è dalle mani del primo cittadino che Leporace ha ricevuto questo premio, una targa con lo stemma della città, cui con ogni probabilità, come anticipato dallo stesso Sindaco, ne seguirà un altro. “Paride Leporace - ha detto il Sindaco - è attualmente impegnato fuori regione come direttore del “Quotidiano della Basilicata”, ma sono convinto che a breve tornerà nella nostra Cosenza che è anche la sua città.” Occhiuto ha poi rivolto un plauso alla Commissione cultura per il lavoro che sta svolgendo.

“E’ la prima volta che partecipo ad una seduta della commissione cultura – ha detto il Sindaco - ma devo constatare che l’impegno profuso nella valorizzazione delle eccellenze espresse dalla nostra realtà territoriale è frutto di un’apertura verso l’esterno da salutare con particolare compiacimento. Sono anche certo - ha detto ancora Mario Occhiuto rivolgendosi al giornalista cosentino - che Paride Leporace ci darà una mano anche nel prosieguo di questi anni che ci vedranno impegnati nel governo della città, partecipando ad una serie di iniziative che pensiamo di condividere con lui.” Il Sindaco Occhiuto ha poi lasciato intendere che in una delle prossime edizioni il Premio del Pilerio, istituito quest’anno dall’Amministrazione comunale ed assegnato allo storico Coriolano Martirano in occasione del suo ottantesimo compleanno, possa essere attribuito anche a Paride Leporace.

Prima del Sindaco c’erano state l’introduzione del Presidente Claudio Nigro che ha ricordato l’attaccamento di Paride Leporace a “Cosenza vecchia”, come il giornalista ama ancora oggi definirla, e la presentazione del consigliere relatore Mimmo Frammartino che ha ripercorso puntualmente, tappa dopo tappa, il cursus honorum dell’appena cinquantenne Paride Leporace che, nonostante la sua ancor giovane età, è riuscito a mettere insieme un curriculum che solitamente possono sbandierare solo i decani del giornalismo. Tra i suoi impegni più recenti, anche l’attività di blogger di “Huffington Post Italia”, la testata on line diretta da Lucia Annunziata.

Quando è chiamato in causa, Paride Leporace si dice “orgoglioso e fiero di questo momento perché quando si riceve un premio fa sempre piacere. E’ un giorno che resta e che rimarrà nel mio archivio personale. E’ la seconda volta che mi accade, la prima fu quando Giacomo Mancini seppe del fatto che avevo superato con il massimo dei voti l’esame di giornalista professionista. Fece una cosa molto bella: radunò i miei amici nel salone di rappresentanza del Comune e mi regalò uno dei primi personal computer Apple. Recepisco in pieno il discorso del Sindaco Occhiuto - aggiunge - e sarò a disposizione della commissione cultura e della municipalità di Cosenza che sta vivendo una nuova fase estremamente positiva.”

Nel suo album di ricordi nitido si staglia prima quello di suo padre che gli raccontava, per averlo appreso dal nonno, dell’ingresso di Garibaldi a Cosenza da dietro Piazza Valdesi, poi quello della madre che, in barba a tutte le convenzioni, lo portava nel ’67 - aveva appena cinque anni - al Teatro “Rendano” che riapriva i battenti alla “prima” della lirica, a vedere la grande Anna Moffo, o, sempre in quell’anno, allo stadio “San Vito” ad assistere alla storica partita tra l’Italia e Cipro, finita, sotto una pioggia scrosciante ancora scolpita nella memoria dei cosentini, 5 a 0 per gli azzurri.

Nell’album dei ricordi di Leporace c’è spazio per Radio Ciroma ed anche per l’amico di mille battaglie umanitarie, Padre Fedele Bisceglia, di cui si considera in qualche modo “figlio” e con il quale ha attraversato “momenti estremi in Africa, in luoghi alquanto complicati”. Una ragione in più per “sentirsi a lui umanamente vicino in questo momento di particolare difficoltà”. Il pensiero vola poi alla sua Università, quella di Arcavacata. “Volevo frequentare il Dams a Bologna, ma mia madre mi chiese di restare. Una scelta della quale non mi sono pentito”. Prima di correre all’Università per lo spettacolo, altri due interventi ne riconoscono le qualità e il carisma.

Prima il consigliere comunale Giovanni Quintieri per il quale “Paride Leporace rappresenta una grande risorsa per la città di Cosenza per il fatto di praticare un giornalismo fatto di curiosità e onestà intellettuale”, poi il consigliere Maria Lucente, vice Presidente della commissione cultura, che non nasconde la sua ammirazione per come Leporace “sappia respingere le convenzioni, animato da una costante insoddisfazione che non gli fa accettare la routine e da un fuoco sacro che coniuga benissimo con una forte razionalità”.In chiusura di seduta è intervenuta l’Assessore Marina Machì che ricordando la recensione del “Sole 24 ore” sul libro di Leporace “Toghe rosso sangue”, secondo la quale “nel volume prevale la sensazione di avere aumentato di tre tacche il senso civico”, ha sottolineato, più in veste amicale che non come rappresentante delle istituzioni, come “Paride Leporace sia una delle persone che in città ci possa aiutare a perseguire l’obiettivo di aumentare di almeno una tacca il nostro senso civico”.

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