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I Giovani del Pdl, i parlamentari calabresi si ritirino e lascino spazio ai giovani, "in troppi non hanno prodotto nulla"

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27 ottobre 2012

Il presidente regionale della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl con grande coraggio e determinazione ha chiesto a nome di tutti i giovani del Pdl un passo indietro dei parlamentari del Pdl. "Sono tanti coloro - sostiene Angelo Brutto, presidente regionale della Giovane Italia - che occupano la poltrona da più legislature senza realmente aver prodotto nulla per i propri territori. La Calabria non è immune da questo fenomeno, anzi. Chiediamo e ci aspettiamo, dopo il passo indietro del Presidente Berlusconi, che tutti i parlamentari uscenti eletti nella nostra regione non propongano più la loro candidatura. Quello di parlamentare non è uno status acquisito per la vita o che si trasmette per diritto di successione guidato dal familismo amorale".

"Oggi abbiamo la necessità di rinnovare la classe dirigente che rappresenta la nostra regione nell'organo legislativo del Paese. Adesso il nostro partito con le primarie si appresterà a scegliere il candidato premier. Questa è una grande occasione per radicare ancor di più il partito sul territorio e renderne finalmente la base protagonista. Noi chiediamo al partito di utilizzare lo strumento delle primarie ad ogni livello, da subito chiediamo di collegare ai candidati premier le liste per Camera e Senato". "Ancora una volta - conclude presidente regionale della Giovane Italia -  il coraggio di osare viene premiato.

Questo è quanto possono affermare i militanti della Giovane Italia Calabria che dopo aver lanciato le primarie online, chiedendo con forza al partito di cambiare il metodo di selezione della classe dirigente, hanno potuto esultare a seguito del recente annuncio da parte del nostro partito, il Pdl, di indizione delle primarie". Un grande atto di coraggio da parte dei giovani del Pdl che certamente pagheranno caro l'aver avanzato una simile richiesta in un partito dominato da professionisti della politica   che al potere da decenni non tollerano alcuna critica e soprattutto non tollerano giovani che possano pensare con il proprio cervello impegnati come sono solo a promuovere quei giovani che sono solo e unicamente i loro figli in modo tale da tramandare nei secoli dei secoli le dinastie del potere.

Redazione 

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