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Guccione, Pd, stabilizzare definitivamente i 439 precari Asp

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02 aprile 2012 

Il Consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, interviene nuovamente sull'annosa situazione di precarietà che interessa la vicenda di ben 439 lavoratori dell'Asp, richidendo che la stessa venga risolta definitivamente e senza ulteriori tentennamenti. "Nei giorni scorsi - afferma CarloGuccione - insieme ai colleghi Ferdinando Aiello, Antonino De Gaetano e Bruno Censore abbiamo rivolto un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale della Calabria, on. Giuseppe Scopelliti.

Siamo venuti a conoscenza che il dott. Antonino Orlando, Direttore Generale del Dipartimento “Tutela della Salute” della Regione Calabria ha reso noto, attraverso una lettera del 14.02.2012, che la Giunta regionale, con nota n. 30724 dell’11.12.2008 del Dipartimento “Tutela della Salute”, ha autorizzato l’Asp di Cosenza alla stabilizzazione di una serie di figure professionali di cui alla Deliberazione n. 686/06 ed ha ulteriormente rafforzato le procedure di stabilizzazione, affermando che esistono due note: la n. 6469 dell’11.04.2008 e, una successiva, la n.7309 del 23.04.2008 del Dipartimento “Tutela della Salute” della Regione Calabria, attraverso le quali vengono date direttive precise all’individuazione del personale destinatario delle stabilizzazioni, prevedendo altresì di richiamare in servizio coloro i quali, in servizio alla data dello 01.01.2008 ma cessati per scadenza contrattuale, avrebbero potuto maturare i requisiti normativamente previsti.

Dopo la notifica di tale lettera all’avv. Francesco Zoccali, Dirigente Generale del Dipartimento alla Presidenza regionale e al dott. Gianfranco Scarpelli, Direttore Generale dell’Asp di Cosenza, ci saremmo aspettati la revoca immediata in autotutela della Delibera dell’Asp di Cosenza n. 777 del 23.02.2011 che annullava le stabilizzazioni effettuate perché mancanti della prevista autorizzazione regionale.Continuiamo ad assistere, invece, ad una pantomima infinita che non fa altro che ledere i diritti dei lavoratori stabilizzati e arrecare un danno, non solo di immagine, alla stessa Azienda Sanitaria provinciale di Cosenza". "C’è in gioco il futuro e la serenità di 439 lavoratori stabilizzati- continua il consigliere regionale del Pd -  con mansioni di fisioterapista, istruttore per la rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore, infermieri 118, Sert, Dialisi e Poliambulatorio: un’enorme professionalità tecnica e sanitaria da oltre 15 anni al servizio dell’Asp di Cosenza e che ancora oggi, nonostante tutto, per carenza di organico, invece di garantire la copertura di 26 turni, per come previsto dal contratto, è costretto dalla stessa Asp, per evitare gravi disservizi, a coprire oltre 36 turni ed il doppio delle reperibilità. Adesso basta! La misura è veramente colma. Non si può più continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori e degli ammalati.

La ricostruzione puntuale che il dott. Orlando, nella sua qualità e nelle sue responsabilità di massimo dirigente dell’Assessorato alla Salute della Regione Calabria, con la sua lettera del 14.02.2012 ha chiarito definitivamente le ragioni giuridiche e amministrative per le quali va revocata la Delibera n. 777 del 2011 che annullava le stabilizzazioni dei 439 lavoratori precari". "Va restituita dignità e giustizia - conclude il consigliere regionale Carlo Guccione -  a tutti coloro i quali avevano maturato le condizioni per essere stabilizzati  facendoli uscire definitivamente dall’incertezza di un lavoro precario e dalla condizione di far dipendere il proprio futuro dall’amministratore di turno. Il Direttore Generale dell’Asp di Cosenza Gianfranco Scarpelli non può più perdere altro tempo, ma prendere atto di quanto gli ha notificato il dott. Orlando e procedere immediatamente alla revoca della Delibera n. 777 del 2011. Tutto ciò  per evitare il rischio di legittimare procedure assunte non tenendo conto di atti formali precedentemente deliberati da parte della Regione Calabria e di alimentare congetture e sospetti secondo i quali esisterebbe un’altra verità giocata alle spalle e sulla vita dei precari e dei lavoratori dell’Asp di Cosenza".

Redazione

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