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17 febbraio 1992 - 17 febbraio 2012, venti anni da Mani Pulite

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06 febbraio 2012

Il prossimo 17 febbraio sarà il ventennale dall'avvio di quella stagione del 1992 che iniziò il 17 febbraio con l'arresto del "mariuolo" socialista Mario Chiesa per come lo definì Bettino Craxi. Sono trascorsi ben venti anni da allora e l'epoca di "Tangentopoli" appare oggi molto più lontana. Non solo perché determinò l'avvento della cosiddetta Seconda Repubblica che ha fatto rimpiangere la prima spazzata dall'azione dirompente avviata dal pool di Milano e poi intrapresa anche da altre Procure, ma lontana anche perché oggi la corruzione non solo è aumentata ma si manifesta in una dimensione diversa molto più subdola e molto più penetrante, anzi è divenuta l'unica strada percorribile per poter avere un peso nella società e poter avviare una carriera politica.

Mentre nella Prima Repubblica, pur considerando l'alto tasso di corruzione esistente conviveva con essa una classe politica che, comunque, aveva dei meriti, dei valori ed una cultura politica che oggi è completamente dispersa sostituita da vallette, concubine, affaristi e faccendieri che pullullano sempre più numerosi in un Parlamento che sul piano della qualità è certamente il peggio che la storia italiana ricordi dal 1948 ad oggi. E da venti anni continua la "guerra" fra il potere politico ed il potere della magistratura, con l'ultimo episodio, in termini temporali, dell'approvazione alla camera dell'emendamento che inserisce la responsabilità civile dei giudici, argomento clou e cuore della disfida fra i due poteri. Per anni l'ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non era riuscito a fare quello che, invece, con un colpo di mano è riuscito in Parlamento con il Governo Monti.

E' vero che in tanti sostengono che al Senato la questione sarà risolta, ma non tutti ne sono certi. Vi è chi sostiene che la responsabilità civile con citazione diretta per “ogni violazione manifesta del dirito” comporta l’evidente rischio di condizionamento da parte di chi ha mezzi politici ed economici per intraprendere contenziosi, e dunque mina l’autonomia e l’indipendenza, come ha ricordato anche Cosimo Ferri ex consigliere del CSM e segretario di Magistratura Indipendente, una corrente moderata di destra.  Altri sostengono, invece, che la responsabilità dei giudici sia un atto di civiltà e di equiparazione della categoria professionale dei magistrati con tutte le altre categorie dove se un professionista sbaglia è giusto che ne paghi le dovute conseguenze. E sulla responsabilità dei giudici si è sempre tentato di renderla norma a tutti gli effetti.

Anche l'attuale segretario nazionale del Pdl, On. Angelino Alfano, quando ricopriva l'incarico di Ministro di Grazia e Giustizia, tentò di inserire la responsabilità civile nella tanto declamata “riforma epocale” della giustizia. Ma il ventennale di "Tangentopoli" non passerà inosservato, infatti, per il 17 febbraio il protagonista induscusso di quell'epoca storica, Antonio Di Pietro, allora pm a Milano, oggi segretario nazionale e fondatore di Italia dei Valori, ha  organizzato a Milano un grande incontro sull’attualità e la necessità delle “mani pulite” oggi, dopo un ventennio di leggi finalizzate a favorire la corruzione e ad ostacolare la magistratura. Parteciperanno anche associazioni e movimenti pronti a richiedere con forza che la "Casta" possa essere messa da parte per far trionfare quel senso di uguaglianza e giustizia che in Italia sembra essere smarrito e tristemente disperso.

Redazione

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