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Gabriele Limido, "La destra": Il Sindaco Speranza si dimetta

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10 dicembre 2011 

Faccio mio l’appello dei nostri militanti, attivisti e dirigenti di Lamezia Terme che nei giorni scorsi, a gran voce, hanno chiesto le dimissioni del sindaco, Gianni Speranza. Lo afferma il segretario regionale de "La destra" calabrese, Gabriele Limido. Siamo stanchi di sentire parlare di legalità solo per pura propaganda e spirito carrierista, mentre la città di Lamezia va a rotoli, compressa da abusivismo e da una comunità Rom, tra le più grandi del meridione, su cui la stessa giunta ha adottato atti ed iniziative, che l’inevitabile provvedimento di sgombero della procura della Repubblica di Lamezia le ha definite “fallimentari”.

È uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a sposare a pieno la battaglia dei nostri coraggiosi ragazzi de La Destra di Lamezia che con valore, con audacia e con i fatti contrastano da anni l’inoperosità del primo cittadino lametino. Più incline ad assecondare i salotti buoni della “sinistra al caviale” che a contrastare con atti politici e amministrativi il potere delle cosche e del malaffare locale. Una lotta alla ’ndrangheta fatta più di fumo propagandistico che da azioni concrete.

Condivido quando i nostri responsabili della sezione di Lamezia sostengono che l’azione di “buona” politica di Speranza è costruita a tavolino, fatta da convegni, manifestazioni antimafia e apparizioni televisive. La lotta alla ’ndrangheta, sosteniamo noi de "La destra", non si fa in questo modo o inserendo in giunta personalità come Tano Grasso, presidente dell’antiracket. Questi sono colpi da vero giocoliere della politica. Colpi da spendere, ovviamente, nelle arene della sinistra salottiera, con l’obbiettivo di conquistarsi un seggio in parlamento ma, certamente, non sono atti da annoverare come di dura lotta alle cosche. Poco importa che lo stesso assessore alla cultura Tano Grasso, una volta capita l’antifona, si sia dimesso su due piedi affermando che “la macchina amministrativa burocratica non funziona”. Il pupillo di Vendola ha fallito. Deve solo andare via. È la politica che le esige. La popolazione che lo chiede. La realtà che lo impone.

Redazione

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