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Il Segretario del Pdl Angelino Alfano: "Cacciamo i corrotti dai partiti"

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05 dicembre 2011

"Cacciamo i corrotti dai partiti, noi faremo una grande selezione nelle liste per impedire che chi ha una cattiva fama sul territorio possa fare politica e candidarsi. Mi aspetto che un partito forte nei territori dica a noi dirigenti nazionali chi è davvero estraneo a rapporti con la criminalità organizzata, così faremo una selezione davvero rigorosa". Questo è quanto affermato dal segretario nazionale del Pdl, On. Angelino Alfano, nel corso di una recente intervista a Sky. A ben rifletterci quanto sostenuto dal segretario Alfano ha realmente dell'incredibile e dispiace che un segretario nazionale di un partito possa affidare il giudizio di serietà o meno a quanto detto dal partito.

Non una analisi sui fatti, non inchieste giudiziarie o meno, non condanne od altro, ma il dire dei partiti nel territorio. Quegli stessi territori dominati dai signori delle tessere e dai politici di professione. E' come pensare che i discepoli dei dominus del Pdl vadano da Alfano a dire che il loro capo sia da non candidare perché sospettato di rapporti con la criminalità. Quanto detto da Alfano supera ogni immaginazione e non ha alcun senso logico.

Come può sperare che sia il partito, ad esempio in Calabria, a dire ai dirigenti nazionali chi ha la patente di illibatezza nei confronti della criminalità organizzata se il partito è guidato e sorretto da componenti e bande di politici professionisti che governano da decenni e che provengono da militanze del vecchio Psi e della vecchia Dc. Faccia tutt'altro, invece il segretario Alfano, applichi un criterio molto più corretto, quello del rinnovamento, non ricandidando chi ha già alle spalle tre legislature, cioè quasi tutti gli uscenti, ed in tal modo compirà realmente un atto che potrà beneficiare il popolo calabrese stanco di essere guidato e rappresentato da chi da decenni e decenni governa una Regione oramai distrutta ed impoverita dalla corruzione che trae la sua forza per il rapporto sempre più forte fra 'ndrangheta e politica.

Redazione

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