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Amministratore Smeco, custodia cautelare per disastro ambientale

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03 novembre 2011

Domenico Albanese, Amministratore della Smeco, la società che gestisce un numero consistente dei depuratori operanti in diversi comuni del Tirreno cosentino, è stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare eseguito dai carabinieri e dal personale della capitaneria di porto di Cetraro. Ordinanza di custodia cautelare anche per Jessica Plastina, dirigente della Smeco. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse quale conseguenza dell'indagine sull'inquinamento marittimo del tirreno cosentino condotta dal Procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, che ha richiesto le ordinanze.

Richieste accolte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola. Le accuse sono di disastro ambientale, frode e illecito smaltimento di rifiuti. L'inchiesta, durata tre anni, venne avviata nel 2009. La procura di Paola, ritiene di aver  individuato almeno una delle concause che hanno determinato l'inquinamento marittimo del litorale tirrenico cosentino. E il Procuratore di Paola, Bruno Giordano in un'apposita conferenza stampa, ha affermato che neanche i comuni erano a conoscenza di quello che accadeva nell'ambito della gestione dei depuratori.

Infatti, nell'ambito delle indagini è emerso che i fanghi fuoriuscivano dalle vasche per finire direttamente nel mare. Addirittura gli investigatori hanno avuto modo di accertare la creazione di condotte attraverso le quali i fanghi finivano in mare senza essere lavorati. A Fuscaldo i fanghi venivano interrati in un torrente che, quando pioveva, si ingrossava e riversava il tutto in mare. Tre anni di investigazione hanno consentito, a giudizio degli inquirenti, di svelare e documentare tutti i trucchi adottati per lucrare sulla depurazione. L'inchiesta non è comunque conclusa e sono probabili ulteriori sviluppi oltre al fatto che si sospetta che tali sistemi di frode possano essere stati utilizzati anche in altre zone costiere.

Redazione

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