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Il Gruppo 25 aprile: "Nel Pd calabrese intervenga Bersani"

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28 ottobre 2011

Mo basta, per davvero. Basta ai lettiani che ci tirano per la giacchetta, ai fioroniani che si imboscano, ai veltroniani di tutti le stagioni, agli opportunisti franceschiniani, ai bindiani di circostanza, ai bersaniani di convenienza. Basta a tutti coloro che oggi vogliono “accappottare” di nuovo il PD calabrese  solo e soltanto per accaparrarsi le candidature di Camera e Senato. BERSANI assuma direttamente ed immediatamente una parola chiara su questa vicenda, perché dopo avere annullato la sua venuta in Calabria e alla vigilia della celebrazione dei congressi, deve dire una parola chiara e definitiva su cosa vuole fare in Calabria.

Restituire il partito ai democratici calabresi oppure riconsegnare ai noti capicorrente in attesa di capicorrente in attesa di canddaiture e ricanditure il PD calabrese. Caro Sen. Musi, non sono a conoscenza delle motivazioni politiche delle tue dimissioni, ma posso averne il sospetto e comprenderne le tue ragioni personali, perché avere a che fare con gli uomini e le donne del variegato mondo del PD calabrese non è una cosa divertente  nemmeno per Crozza e non è semplice  nemmeno per u testardo Ciociaro come te. Ed è per questo che ti  chiediamo di restare e portare a compimento il tuo lavoro che non è quello di declinare un regolamento congressuale e basta, ma  quello di passare il testimone al nuovo segretario regionale. Solo allora finisce il tuo incarico. Non prima.  Ho sempre aborrito le gestioni  commissariali perché, di solito,  sono sempre peggiori dei mali che le hanno determinate.

Ma a volte sono inevitabili. E quello del PD calabrese era inevitabile. La tua nomina ha ripristinato le condizioni minime di una  riorganizzazione, di una nuova agibilità,  di un  rilancio di una classe dirigente  che fino al giorno prima della tua venuta  era stata tenuta sotto vuoto spinto, soffocata da un partito asfittico e chiuso,  le cui redini erano ben strette nelle mani della oligarchia dei  presidenti, assessori e consiglieri regionali, che lo hanno usato come “quota di maggioranza” nella gestione dell’Azienda “Regione Calabria”. Ti sei assunto il compito di governare un partito che non era più, e non lo era mai stato, uno strumento Costituzionale di mediazione democratica e di rappresentanza, ma uno strumento aziendale  di gestione del “potere per il potere”, soprattutto di quello a conduzione familiare,  senza nessuna volontà di  ascolto per il territorio calabrese del quale francamente tutti se ne sono infischiarti e  continuano ad infischiarsene.

Ed è grazie a te, alla tua tenacia, e alla collaborazione dei coordinatori provinciali da te nominati che nel 2010 si è svolto il primo tesseramento credibile del PD calabrese. Un tesseramento serio che ha consentito, quasi ovunque,  di ridurre al minimo se non annullare completamente il rischio  della riproposizione dell’elenco dei “clientes” e delle primarie dopate. Molti errori sono stati commessi, forse anche nell’ingenuo tentativo di mediare su situazioni di scontro che purtroppo di politico non avevano e continueranno  a non avere nulla,  perchè si tratta di animosità personali e di vizi antichi, di faide senza fine, di lotte del potere per il potere, la cui soluzione e superamento non sta più neanche nella disponibilità delle stesse parti. E’ sospetta la circostanza, tuttavia, che  molti di questi si sono trovati d’accordo sulla comune e contingente  necessità di porre fine ad un commissariamento che, ove fosse rimasto, avrebbe deciso o comunque concorso a gestire le primarie per la scelte delle candidature alla Camera e al Senato.

Che senso hanno le tue dimissioni  proprio ora a questo punto conclusivo della storia.Perché andare via  proprio adesso che c’è un regolamento congressuale che occorre applicare correttamente sul campo per celebrare i congressi di circolo, provinciali e regionali. Perché buttare la spugna  proprio ora, che massima deve essere la verifica ed il controllo della reale esistenza di quella sintesi e di  quella presunta unità, affidata a documenti stampa privi di ogni contenuto progettuale per la Calabria, e che hanno avuto sempre il sapore di mere  dichiarazioni di intenti  prive di reale contenuto unitario. Perché lasciare che tutto non si compia più?  Caro Adriano queste risposte le aspettiamo da te ma soprattutto da Bersani.  Pierlù se ci sei batti un colpo.

Fernanda Gigliotti - Gruppo Calabria PD 25 Aprile

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