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Angela Dodaro dei Verdi Calabria: Parola d’ordine: Tagliare!

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01 ottobre 2011

Quasi un tormentone lanciato dagli “sgommati”: che faccio,taglio? Non è un taglio cesareo,quello a cui si fa riferimento. E’ un taglio alla dignità dell’essere uomo e cittadino nell’Italia di oggi. Siamo nella ‘rete’ della nuova manovra economica che dovrà portare fondi nelle casse dello Stato e lo farà ancora una volta allargando la forbice tra vecchi e soliti ricchi e tanti nuovi poveri. Pochi, soliti, arroganti e prepotenti ricchi lontani ormai mille miglia dai tanti nuovi e, sembra rassegnati, poveri.

E’ quanto ha sostenuto Angela Dodaro, componente della Direzione regionale dei Verdi per la Costituente Ecologista e Civica della Calabria, in apertura del suo intervento sulla Sanità, svolto nell’ambito di un recente incontro di merito, proprio in seno all’Organismo regionale del suo Partito. ”Chi ha avuto bisogno di prestazioni sanitarie - ha sostenuto Angela Dodaro del coordinamento regionale - negli ultimi mesi già ha vissuto le prime nuove sorprese: mortificazioni e furti che, nella migliore delle ipotesi, hanno cancellato dal vocabolario di ognuno di noi una parola chiave, su cui la cultura medica aveva puntato tanto: la Prevenzione! Prevenire?

E’ una parola che riporta ad un atteggiamento di aspettativa di vita e di prospettiva che oggi è fuori dal pensiero quotidiano della gente che tira… a campare come può e a portare a casa il pane. E chi ce l’ha più il tempo e la voglia per la vita sociale, per la cultura in una Italia in cui una classe politica dirigente, largamente inadeguate alle pressanti esigenze e alle legittime aspettative del Paese, è protesa alla spasmodica autodifesa, alla conservazione del potere, senza liberare nella società elementi di cambiamento e di modernità. Anche con questa realtà di governo che caratterizza il Paese, la vita continua ad avere la forza di andare avanti! Non la vita del “ vivere”... ma la vita... del nascere. Quando sei incinta non è come tirarsi un dente o farsi una protesi, per cui puoi decidere che fare. Il bambino che verrà alla luce (ahimè!) - sono ancora solo le donne a poterlo portare in grembo - nasce comunque!

E qui, la politica dei numeri ha perpetrato un grosso delitto nei confronti della “naturalità “ e del miracolo della vita. Oggi in Calabria i bambini “escono” (non si nasce più perché nascere ormai ha perso la sacralità) in pochi centri rimasti aperti che sono il risultato di una politica di tagli e di accorpamenti di strutture, basata sulla valutazione dei numeri, della spesa e del rendimento. Pochi parti in un anno? Si chiude! Che poi ti ritrovi ad aver messo su la pancia nel cuore della montagna o a distanza di 50 km dal primo ospedale utile, obbligata a percorrere, per partorire, una strada vecchia con curve e tornanti che non farai mai da sola ma sempre con “autista” dal quale, coinvolto o meno, dipendono tempi e modi, beh! Poco importa!!! Che cosa è l’Olografia di un territorio? La rappresentazione grafica di una serie di ostacoli da rimuovere... diranno subito i nostri bravi politici governanti che sembrano dire: “cosa ci fate ancora in questi posti a vivere da “villici” e contadini che si agghindano a festa buoni solo a portare voti! Possiamo continuare a spendere soldi per 300,500 bambini che nascono in un anno! Nuovi tempi, nuovi mezzi!

“Poveri pazzi! Figli degeneri e snaturati di questa terra, che troppo presto avete dimenticato odori e colori delle periferie per inebriarvi le mucose della puzza dei soldi e del potere! Cattivi e ingiusti! Che da anni avete portato barbarie ed incivilimento con il vostro imbonimento, i vostri giochi di potere,l a vostra vuota retorica, edulcorata da una patina di perbenismo e falsa modernità. Miopi e poco sensibili! Incapaci di vedere aldilà del proprio naso ci state affamando di pane, civiltà cultura e libertà. Incapaci di “osare” in nome di un progetto di vita, ben saldi sulle poltrone e nascosti dietro a calcoli di numeri e di potere. E così, a girare nei reparti di ginecologia e ostetricia oggi aperti, si ritrovano donne ammassate, in fila in attesa di ascolto ed attenzione e medici e paramedici allo sfinimento; mentre nei reparti chiusi ancora si cerca una collocazione per il personale giustamente ancora in servizio ma ormai frustrato (poi qualcuno ci dovrà far capire la logica di questi numeri).

Piccoli reparti che hanno sempre fornito alla comunità servizi essenziali, sono stati chiusi". "Ed ora tutte a partorire nei pochi reparti “funzionanti” solo grazie a quanti, medici e paramedici, riescono - ha continuato Angela Dodaro, nel suo intervento - a gestire alla meglio le emergenze ed il quotidiano in condizioni in cui non si può neanche lontanamente pensare di definire un percorso medico! Sì, perché le donne, oltre a “dover” partorire necessitano di indagini mediche e cure cadenzate e “propedeutiche” al loro ruolo di donna, madre, moglie. Si tratta di indagini diagnostiche routinarie: mammografie, ecografie, isteroscopie, pap-test, screening ematici... per non parlare della frequenza di piccoli interventi ginecologigici (e mi fermo qui, volendo evitare ogni altro discorso velleitario di “salute “ più in generale ). Si taglia prima ancora di aver adeguato e potenziato quelli che sarebbero diventati i soli punti di riferimento destinati ad accogliere tutta l’utenza. Non solo ma non si è avuta neanche l’intelligenza politica (sic!) di potenziare i consultori rendendoli adeguati a sostenere uno smistamento delle future “fruitrici di servizi “. 

A dispetto di ogni sbandierata cultura di qualità della vita, di tutela dei posti di lavoro, di mentalità imprenditoriale, stiamo vivendo un momento di mera barbarie". "Ormai, non si ha più la “cultura del piccolo”, presi come siamo dall’affanno del “mega”. Invece nella nostra terra, proprio per come è fatta, la garanzia di assistenza medica deve essere adeguata e garantita soprattutto negli ospedali più piccoli in cui coltivare ancora un senso di intimità e di rispetto per il malato. Conservare la vitalità dei “piccoli numeri” vuol dire sopravvivere all’omologazione del progresso che ci vede perdenti in un territorio come il nostro che ha chilometri di costa da cui si innalzano le montagne; in cui l’antropizzazione fisiologica, leggera, costante, ne ha garantito finora la Cura a dispetto dell’abbandono che si è invece consumato nei piccoli centri che sono stati abbandonati a loro stessi.

La nostra rinascita parte dalla valorizzazione delle nostre peculiarità non più solo negli scadenti discorsi politici che ormai hanno anche sminuito il valore delle parole per cui sembra tutto vuoto e senza senso. Rimane, ad oggi, la poca lungimiranza di chi  forse nella sua vita - ha concluso Angela  Dodaro - non sarà costretto a fare mai neanche un esame ematico per valutare la funzionalità prostatica (n.d.c./la prostata è per il maschio la parte del corpo da monitorare per il rischio di insorgenza di patologie severe, come mammella, utero, ovaie lo sono per le femmine). Ed allora: che faccio, taglio? Si! Tagliamo con questa politica mediocre di mediocri ed iniziamo la nostra rivoluzione usando le nostre armi: la testa, la lingua, le gambe,la nostra libertà. Questo potere arrogante e distorto che ha già svenduto la nostra terra e rubato il nostro futuro, si sta prendendo anche i nostri figli”…!

Fonte: Ufficio Stampa Verdi per la costituente Ecologista e civica - Enzo Pianelli

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